Corona 13
13 Settembre Set 2017 1154 13 settembre 2017

No all'affidamento in prova: Corona inizia lo sciopero della fame

Il re dei paparazzi resta in carcere. Il giudice: «È ancora pericoloso, non ha rispettato le prescrizioni». Deve scontare un anno.

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Per il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Milano, Beatrice Crosti, Fabrizio Corona deve rimanere in carcere. Il magistrato, infatti, come anticipato dal suo legale Ivano Chiesa a Mattino Cinque, ha bocciato la richiesta di affidamento in prova in una comunità che era stata avanzata nelle scorse settimane dalla difesa dell'ex re dei paparazzi. Corona ha deciso di conseguenza di iniziare «lo sciopero della fame» per protestare contro questa decisione.

COMPORTAMENTI NON CONSONI. Ci sono «concreti elementi» che testimoniano la «attuale pericolosità sociale» di Corona che, quando era in affidamento in prova sul territorio, ha commesso «plurime violazioni delle prescrizioni», come quando nel gennaio del 2016 è stato controllato in auto dalla polizia stradale di Trani mentre era «in compagnia di pregiudicati»: scrive la Crosti nel provvedimento con cui ha respinto la «richiesta di applicazione dell'affidamento terapeutico in via provvisoria» in una comunità nel Bresciano, presentata dalla difesa dell'ex agente fotografico. Nell'atto il magistrato, oltre alla condanna che gli è stata inflitta tre mesi fa a un anno per un reato fiscale e ad altre violazioni durante l'affidamento come essere stato beccato in moto «senza patente» ed essere andato in vacanza a Capri con la fidanzata nel maggio 2016 senza autorizzazione (uscirono foto sui media), fa riferimento anche alle «assenze del Corona ai colloqui» al Sert «e ai controlli tossicologici».

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