PARCHEGGIO ROSA
13 Settembre Set 2017 1908 13 settembre 2017

Pontida, parcheggi rosa solo per etero e comunitarie

Polemiche sul regolamento discriminatorio della città amministrata dalla Lega Nord. Pd e M5s parlano di «vergogna».

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Ha destato scalpore e polemiche il nuovo regolamento comunale «per la disciplina della sosta nei parcheggi riservati alle donne gestanti e alle donne puerpere» approvato il 2 settembre dal consiglio comunale di Pontida a guida leghista. In particolare le riserve sono scoppiate attorno alla premessa, dove si legge che «l'amministrazione comunale intende con il presente regolamento promuovere il sostegno alle famiglie naturali, formate dall'unione di un uomo e una donna a fini procreativi, nucleo fondante della società civile, favorendo la sosta della donna pontidese in fase di gestazione o di puerperio in apposite aree loro riservate, riconoscendo l'essenziale funzione familiare della donna nella maternità».

I REQUISITI PER IL TAGLIANDO. All'articolo 4 sono specificati i requisiti per poter parcheggiare negli appositi spazi. «Possono sostare nelle aree riservate di cui al precedente articolo esclusivamente i soggetti muniti di idoneo permesso risultante da tessera rilasciata a cura dell’ufficio anagrafe della Città di Pontida. Possono richiedere il rilascio gratuito di idoneo permesso risultante da tessera esclusivamente i soggetti che presentano congiuntamente il possesso dei cinque seguenti requisiti soggettivi: a) essere donna; b)essere appartenenti ad un nucleo familiare naturale; c) essere in fase di gestazione o di puerperio; d) essere cittadina italiana o di un paese membro dell’Unione Europea; e) essere residente nella Città di Pontida».


MARTINA: «PROVVEDIMENTO VERGOGNOSO». Dure le reazioni politiche. «Ma fino a dove vogliono spingersi alcuni nella ricerca esasperata di provocazioni intolleranti e razziste che ricordano le peggiori pagine della storia? Dove vogliono portarci? Ai posti riservati sui bus? O al divieto d'ingresso nei negozi per alcune razze?», ha scritto su Fb il vicesegretario Pd Maurizio Martina. «Sono cose che fanno rabbrividire e purtroppo sono cose vere. Sembra che la storia non abbia insegnato nulla a certe persone e noi non possiamo sottovalutare tutto questo. Stanno emergendo estremismi che non possono essere banalizzati. Si ritiri subito questo provvedimento vergognoso».

APPENDINO: «DISTANTE ANNI LUCE DA TORINO». Anche la sindaca di Torino, la pentastellata Chiara Appendino - criticata proprio da Matteo Salvini per le nuove disposizioni della sua Giunta sul linguaggio di genere - ha bocciato il regolamento del Comune della Bergamasca. «Torino e Pontida distano 182 chilometri sulla cartina, ma 1.000 anni luce sui diritti civili», ha dichiarato la prima cittadina attaccando i requisiti previsti dalla normativa e cioè essere cittadini Ue e appartenenti «a un nucleo familiare 'naturale'». «Se sei lesbica o extracomunitaria, quindi anche cittadina svizzera, per dire, sei una mamma di serie B», ha concluso Appendino. «Non giriamoci intorno, sono due vere e proprie discriminazioni. Lascio valutare a voi quale sia il mondo che veramente desiderate, se un mondo dove anche il linguaggio adottato nei pubblici uffici è attento alle discriminazioni di genere o un mondo dove se ti definisci 'sindaca', ti piovono addosso montagne di insulti. Il primo è il mondo che vorrei lasciare a mia figlia, il secondo mi ricorda un po' troppo il medioevo per essere un modello a cui aspirare».

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