Medici
14 Settembre Set 2017 2126 14 settembre 2017

Monza, tangenti per impiantare protesi: arrestati 12 medici

Attraverso colleghi di base compiacenti che "reclutavano" i pazienti, alcuni chirurghi ortopedici avrebbero impiantato protesi che - parole loro - facevano «veramente cagare».

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Attraverso medici di base compiacenti che "reclutavano" i pazienti, soprattutto anziani, alcuni chirurghi ortopedici avrebbero impiantato protesi che - parole loro - facevano «veramente cagare». Spingevano perché gli ospedali le acquistassero, favorendo così la società produttrice e ottenendo in cambio denaro, viaggi pagati, cene e regalie varie.

INDAGATA LA DITTA CERAVER. È questo il quadro dell'inchiesta coordinata dalla procura di Monza e condotta dalla Guardia di Finanza di Milano che ha portato all'arresto di 12 medici e che si sta concentrando anche su eventuali lesioni causate dagli interventi. Su ordine del gip Federica Centonze tre chirurghi sono finiti in carcere e nove (sei specialisti e tre medici di base) ai domiciliari, mentre altri sei medici di base sono stati sospesi. In carcere sono finiti anche un responsabile commerciale e un agente della Ceraver, la ditta produttrice delle protesi, indagata in base alla legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Per un agente di commercio è stato disposto l'obbligo di dimora.

INCHIESTA PARTITA DALLA DENUNCIA DI UN CARDIOLOGO. L'inchiesta, simile a quella che aveva portato lo scorso marzo all'arresto a Milano del primario di ortopedia Norberto Confalonieri, è scattata dopo la denuncia nel 2012 di un cardiologo che lavorava per il Gruppo Policlinico di Monza. Descrisse una gestione condotta «in dispregio delle esigenze terapeutiche dei pazienti». All' esposto sono seguite una consulenza disposta dai pm sulle prestazioni sanitarie del Policlinico di Monza e una valanga di intercettazioni.

LO SCHEMA CORRUTTIVO. Lo schema corruttivo, secondo il gip, poggiava sui medici di base che avevano il compito di individuare i pazienti ortopedici bisognosi di operazioni, preferibilmente fuori dalla Lombardia, perché le prestazioni per gli extra-regionali non sono soggette a tetti sui rimborsi del sistema sanitario nazionale fissati dalla normativa regionale. Erano gli stessi medici di base a invitare nei loro ambulatori i pazienti per le visite private con i chirurghi, i quali poi impiantavano le protesi nelle strutture del Policlinico di Monza.

IL GIRO DI MAZZETTE. Un «collaudatissimo ingranaggio» che Marco Camnasio e Denis Panico, rispettivamente responsabile e agente della Ceraver, oliavano con 300 euro al mese per i medici di base. Questi prendevano anche il 10-20% sui soldi incassati in nero con le visite dai chirurghi. Questi ultimi, infine, oltre a guadagnare con le provvigioni (lecite) sui rimborsi per i Raggruppamenti omogenei di diagnosi, ricevevano illecitamente le mazzette.

LESIONI VOLONTARIE DA VERIFICARE. Peccato solo che quelle «protesi, detto tra noi, fanno cagare». «Mangiano un sacco di osso», dicono in una delle telefonate intercettate Marco Valadè, chirurgo del Policlinico di Monza, e Fabio Bestetti, anche lui all'epoca al Policlinico. Per i pm la loro «spregiudicatezza e il loro disinteresse per la salute del paziente, assieme ai dati anomali sul numero di ricoveri e sulle reiterazioni di interventi sul medesimo paziente», sono «indizi» che impongono di verificare se i due si siano spinti a consumare anche «plurimi delitti di lesioni volontarie».

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