Consip
CASO CONSIP 15 Settembre Set 2017 1339 15 settembre 2017

Consip, De Caprio: «Non ho mai svolto indagini per fini politici»

L’ex vice comandante del Noe smentisce la ricostruzione della procuratrice di Modena, Lucia Musti. Che di fronte al Csm ha raccontato di presunte pressioni per indagare sul conto di Matteo Renzi.

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L'inchiesta Consip si arricchisce di un nuovo capitolo che ha per protagonista l’ex vice comandante del Noe Sergio De Caprio, meglio conosciuto come Capitano Ultimo. La procuratrice di Modena Lucia Musti, durante l’audizione tenuta a luglio di fronte al Csm, ha infatti riferito che durante alcuni incontri tra lei, De Caprio e il maggiore del Noe Gianpaolo Scafarto, già indagato per falso e violazione del segreto istruttorio, i due le avrebbero detto: «Dottoressa, lei, se vuole, ha una bomba in mano. Scoppierà un casino. Arriviamo a Renzi».

CARTE TRASMESSE ALLA PROCURA DI ROMA. La procuratrice ha descritto Scafarto e Ultimo come due personaggi «spregiudicati» ed «esaltati». I colloqui sarebbero avvenuti nella primavera del 2015. Ad aprile di quell’anno la procura di Modena aveva appena ricevuto gli atti dell’inchiesta sugli affari della coop Cpl Concordia, aperta dalla procura di Napoli e poi trasmessa per competenza territoriale nella città emiliana. In quelle carte c’era anche la conversazione tra l’ex premier Matteo Renzi e il generale della Guardia di fnanza Michele Adinolfi.

LA DIFESA DI DE CAPRIO. Musti ha detto di essersi sentita più volte sotto pressione nella gestione dell'inchiesta e la procura di Roma ha cquisito le carte dal Csm, destinate a confluire nell’attuale fascicolo aperto nella Capitale sulla Consip. De Caprio, venerdì 15 settembre, ha smentito la ricostruzione del magistrato: «Non ho mai svolto indagini per fini politici, questa è una campagna di linciaggio mediatico». A proposito dei suoi rapporti con la procuratore Musti, ha aggiunto di non averla «mai forzata» e di aver sempre svolto le indagini ordinate «con lealtà e umiltà».

«CONSIDERAVA LA PREFETTURA COLLUSA CON LE COOP». «La dottoressa Musti», ha aggiunto De Caprio, «è stata supportata in tutto quello che ci ha liberamente richiesto, compresa la presenza del capitano Scafarto a Modena, compreso il fatto di non informare delle indagini il comandante provinciale dei carabinieri di Modena e la prefettura, perché li considerava collusi con le cooperative rosse su cui da tempo indagava autonomamente».

IL PD FA QUADRATO INTORNO A RENZI. Esplode intano la polemica politica e il Pd fa quadrato intorno a Matteo Renzi. «La vicenda Scafarto assume ogni giorno dei caratteri di gravità inaudita. Una cosa sono le indagini, con le quali è indispensabile non interferire, un'altra le reazioni politiche», ha detto il ministro Dario Franceschini.

RENZI: «SCANDALO SI RITORCERÀ CONTRO CHI LO HA CREATO». Lo stesso Renzi è tornato a fare la voce grossa: «Il giudizio politico è che qualcuno, quelli che volevano usare Consip per gettare fango addosso a me vedranno quel fango ritorcersi contro. Il tempo è galantuomo, lo sarà anche per la vicenda Consip». «Se un carabiniere falsifica prove, se un agente dei servizi segreti si intrufola dove non dovrebbe e c'è chi usa un presunto scandalo contro un esponente delle istituzioni, la verità prima o poi arriva», ha aggiunto l'ex premier. «Hanno provato a colpire me ma verrà colpito chi ha tradito il senso dello Stato».

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