Dai che è verde

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22 Settembre Set 2017 0917 22 settembre 2017

Yoko Ono e il caso John Lemon: la lezione di Ringo Starr

L'autore di Imagine non rischierà di vedersi scimmiottato nel marchio di una limonata. Eppure il batterista dei Beatles da anni non ha nulla da eccepire sul frollino della Pavesi.

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Non solo è più popolare di Gesù Cristo, ma ha anche chi tutela meglio il suo nome: John Lennon non rischierà di vedersi scimmiottato in «John Lemon» nel marchio di una limonata, con tanto di occhialetti neri e claim «let it be». È stata l’84enne Yoko Ono, per mezzo dei suoi legali, a dissuadere l’azienda polacca produttrice della bibita dallo sfruttare l’immagine dell’autore di Imagine, e stavolta nemmeno i più accaniti detrattori della «donna che ha diviso i Beatles», quelli che rimproverano a Mark Chapman di aver sbagliato bersaglio la sera fatale dell’8 dicembre 1980, avranno qualcosa da ridire: l’acido cui si può associare il nome di Lennon non è esattamente l’acido citrico contenuto nel limone.

A questo servono le vedove dei grandi, a custodire e difendere la loro memoria, e se Gesù fosse stato sposato, forse la sua signora negli Anni 70 avrebbe messo in mezzo fior di avvocati per bloccare i jeans Jesus, quelli delle famose locandine con il sedere femminile e gli slogan «Chi mi ama mi segua» e «Non avrai altro jeans al di fuori di me». Campagna che nell’Italia degli Anni 70 fece scandalo, con la sua carica maliziosamente blasfema, ed era sicuramente più originale e irriverente del puerile gioco di parole Lennon/lemon. E anche qui siamo arrivati prima noi italiani, con i famosi arcimboldi pubblicitari di Esselunga: la serie di manifesti fu inaugurata, come tutti ricordano, proprio da un limone con gli occhialetti rotondi chiamato «John Lemon» e inspiegabilmente sfuggito alla pugnace Yoko. (Per inciso nemmeno Felicia Farr, vedova di Jack Lemmon, ha mai sollevato obiezioni riguardo al ghiacciolo «Jack Lemon» prodotto da Sammontana; la ditta toscana, dal canto suo, potrebbe diffidare il M5s dall’usare la denominazione CinqueStelle, che ha adottato per i suoi coni gelato molto prima della nascita del partito di Grillo).

Se Gesù fosse stato sposato, forse la sua signora negli Anni 70 avrebbe messo in mezzo fior di avvocati per bloccare i jeans Jesus

La musa di Lennon non si limita solo a proteggere il nome della buonanima dai bibitari polacchi, ma combatte anche in proprio: ne sanno qualcosa i proprietari della birreria amburghese Yoko Mono, attiva da 17 anni, che lo scorso agosto sono stati obbligati a pagare una multa di 250 mila euro e a eliminare «Yoko» dal nome del locale, oggi semplicemente «Mono». Lunga vita a Ringo Starr, che si conferma il più simpatico e bonaccione dei Beatles: sono cinquant’anni che presta il suo nome a un biscotto della Pavesi e non ha mai avuto nulla da eccepire.

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