APRILIA
3 Ottobre Ott 2017 1642 03 ottobre 2017

Terrorismo, il crocevia di Aprilia

Il killer di Marsiglia e quello di Berlino avevano soggiornato nel centro dell'Agro pontino in periodi diversi. Mentre nell'ultimo anno e mezzo dalla zona sono stati espulsi 4 tunisini.

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C'è un filo che collega Ahmed Hanachi, il killer che ha ucciso due ragazze alla stazione di Marsiglia e Anis Amri, il terrorista ucciso a Sesto San Giovanni e responsabile della strage di Berlino. Un filo che dalla Germania e la Francia passa da Aprilia, città tra Latina e Roma. È qui che Hanachi ha vissuto per alcuni anni fino al 2014.

TRA CAMPI E CANTIERI. Sposato con una italiana, sbarcava il lunario lavorando tra campi e cantieri. Sulla sua fedina penale un paio di arresti per spaccio e poi il nulla. Ricomparirà tempo dopo in Francia. «Non sembrava radicalizzato. Aveva modi e stile di vita occidentali», hanno detto alcuni suoi conoscenti di Aprilia. Mentre polizia e carabinieri hanno perquisito l'abitazione degli ex suoceri dell'uomo, entrambi pensionati.

IL SOGGIORNO DI AMRI. Sempre in una frazione di Aprila, a Capoverde, Amri era stato ospitato per una settimana nel 2015 da un connazionale, Yaakoubi Montasser, ora in carcere per spaccio, e dalla sua compagna. Montasser agli inquirenti raccontò poi che Amri era tornato a trovarlo poche settimane prima dell'attentato a Berlino. E forse nella sua fuga dalla Germania Amri era diretto proprio verso Sud, direzione Roma. Prima di essere ucciso da due poliziotti a Sesto San Giovanni.

DAL 2016 4 ESPULSIONI. Dall'Agro Pontino nell'ultimo anno e mezzo sono stati espulsi quattro tunisini. Il primo il 19 marzo 2016: un ambulante di 50 anni residente nella frazione di Latina Borgo Grappa era stato rimandato in patria perché aveva distribuito all'esterno del centro islamico una rivista radicale. Un anno dopo, il 20 gennaio 2017, la stessa sorte era toccata a un clochard tunisino che, dopo una lite col cuoco di una mensa Caritas, aveva minacciato di vendicarsi del "fratello" Amri ucciso a Milano. Un mese dopo è stato espulso Moez Guidaoui, 44 anni. Il suo numero era nella rubrica telefonica dell'attentatore di Berlino. Infine il 12 marzo era stato rimandato in Tunisia un 37enne di Borgo Montello per attività di proselitismo radicale contro l'imama moderato Arafa Rekhia Nesserelbaz.

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