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5 Ottobre Ott 2017 1511 05 ottobre 2017

Crac Cirio, la Cassazione chiede di ridurre la pena per Cragnotti e Geronzi

Entrambi sono stati condannati in Appello, il primo a otto anni e otto mesi e il secondo a quattro anni.

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La procura generale della Corte di Cassazione ha chiesto di ridurre la pena per Sergio Cragnotti e Cesare Geronzi, condannati in Appello per il crac Cirio. L'udienza si è svolta in un'aula piena di avvocati, per via delle centinaia di risparmiatori che avevano investito nei bond Cirio e che sono rimasti coinvolti nella bancarotta. In fuma più di 1 miliardo di euro, come appurato dalle indagini iniziate nel 2003.

LE CONDANNE IN APPELLO. La procura della Cassazione ha chiesto la riduzione delle pene per Cragnotti e Geronzi, condannati in Appello il primo a otto anni e otto mesi di reclusione, il secondo a quattro anni. Anche se non quantificato, è più sostanzioso l'alleggerimento che dovrebbe essere concesso all'ex presidente della Banca di Roma, per il quale è stato chiesto l'annullamento senza rinvio per la vicenda Eurolat.

TRANSAZIONE DA 240 MILIONI DI EURO. Se le richieste dovessero essere accolte, la transazione da circa 240 milioni di euro con la quale Unicredit nel 2014 ha chiuso il contenzioso con l'amministrazione straordinaria di Cirio per risarcire i creditori sarebbe da considerare «ancora di più un ottimo risultato», ha sottolineato l'avvocato di Cirio, Nicola Madia.

BANCAROTTA PER DISTRAZIONE CONFERMATA. Sempre con riferimento a Geronzi e agli altri ex funzionari della Banca di Roma condannati, Pietro Celestino Locati e Antonio Nottola, è stata chiesta anche la conferma della bancarotta per distrazione per la vicenda Bombril, relativa alla partecipazione di Banca di Roma nella società lussemburghese del gruppo Cragnotti. Per la procura, infatti, «non basta il consenso della banca all'operazione di finanziamento richiesta dall'imprenditore per considerare Geronzi come colui che ha consentito alla distrazione tramite l'autorizzazione all'operazione». Diversamente, sarebbe come ritenere «responsabile di un omicidio anche la persona che ha gonfiato le gomme o ha rifornito di benzina la macchina usata da altri per andare a compiere un delitto».

VERDETTO NELLE PROSSIME ORE. Per quanto riguarda invece la posizione di Cragnotti, il procuratore generale ha chiesto l'annullamento senza rinvio solo per uno dei capi di imputazione, quello relativo ai finanziamenti dati alla squadra di calcio della Lazio. Per i rimanenti capi d'imputazione, la procura ha chiesto l'inammissibilità del ricorso. Il verdetto è atteso tra la sera di giovedì 5 ottobre e il 6 ottobre.

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