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5 Ottobre Ott 2017 1304 05 ottobre 2017

Il Papa su alleanza uomo-donna e contro l'utopia del neutro

Francesco condanna la neutralizzazione delle differenze sessuali, la subordinazione della donna e invita all'alleanza con l'uomo che «segna la strada della trasmissione della vita attraverso il matrimonio e la famiglia».

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Alleanza uomo-donna, condanna della secolare subordinazione della seconda. Ma anche critica dell'«utopia del neutro» e della neutralizzazione delle differenze sessuali. Francesco parlando all'Accademia per la Vita torna anti-gender. Non che sia una novità. Le idee del Pontefice a riguardo sono sempre state chiare. Ma le sue aperture a gay e trans «da accogliere come farebbe Cristo» e l' esortazione apostolica Amoris Laetitia che gli sono costate addirittura l'accusa di eresia da parte di 62 tra sacerdoti, ex funzionari ecclesiastici e professori universitari, forse stonano un po' con la rinnovata concezione di famiglia come «alleanza generativa» tra uomo e donna.

CONTRO LA DELLA DIFFERENZA. Il Pontefice parlando all'Accademia della Vita è stato chiaro: «L'ipotesi recentemente avanzata di riaprire la strada per la dignità della persona neutralizzando radicalmente la differenza sessuale e, quindi, l'intesa dell'uomo e della donna, non è giusta», ha detto, sottolineando come, «invece di contrastare le interpretazioni negative della differenza sessuale, che mortificano la sua irriducibile valenza per la dignità umana, si vuole cancellare di fatto tale differenza, proponendo tecniche e pratiche che la rendano irrilevante per lo sviluppo della persona e per le relazioni umane. Ma l'utopia del 'neutro rimuove a un tempo sia la dignità umana della costituzione sessualmente differente, sia la qualità personale della trasmissione generativa della vita».

MATRIMONIO E FAMIGLIA. Citando il racconto biblico della Creazione, Francesco si è soffermato sull'alleanza tra l'uomo e la donna «sigillata dall'unione d'amore, personale e feconda, che segna la strada della trasmissione della vita attraverso il matrimonio e la famiglia», ma che va ben oltre questo sigillo. «L'alleanza dell'uomo e della donna è chiamata a prendere nelle sue mani la regia dell'intera società. Questo è un invito alla responsabilità per il mondo, nella cultura e nella politica, nel lavoro e nell'economia; e anche nella Chiesa». Non si tratta semplicemente, ha precisato il Papa, «di pari opportunità o di riconoscimento reciproco. Si tratta soprattutto di intesa degli uomini e delle donne sul senso della vita e sul cammino dei popoli». L'uomo e la donna, quindi, «non sono chiamati soltanto a parlarsi d'amore, ma a parlarsi, con amore, di ciò che devono fare perché la convivenza umana si realizzi nella luce dell'amore di Dio per ogni creatura. Parlarsi e allearsi, perché nessuno dei due - né l'uomo da solo, né la donna da sola - è in grado di assumersi questa responsabilità. Insieme sono stati creati, nella loro differenza benedetta; insieme hanno peccato, per la loro presunzione di sostituirsi a Dio; insieme, con la grazia di Cristo, ritornano al cospetto di Dio, per onorare la cura del mondo e della storia che Egli ha loro affidato».

LA DONNA NON SIA SUBORDINATA. L'alleanza uomo-donna, ha messo in chiaro Bergoglio, subisce l'impatto di una «rivoluzione culturale» nella quale «la Chiesa deve fare la sua parte», e «in questa prospettiva» deve «anzitutto riconoscere onestamente i ritardi e le mancanze». E ancora: «Le forme di subordinazione che hanno tristemente segnato la storia delle donne vanno definitivamente abbandonate». «Un nuovo inizio», ha raccomandato il Pontefice, «dev'essere scritto nell'ethos dei popoli, e questo può farlo una rinnovata cultura dell'identità e della differenza». «Occorre raccogliere la sfida posta dalla intimidazione esercitata nei confronti della generazione della vita umana, quasi fosse una mortificazione della donna e una minaccia per il benessere collettivo», ha aggiunto. «L'alleanza generativa dell'uomo e della donna è un presidio per l'umanesimo planetario degli uomini e delle donne, non un handicap. La nostra storia non sarà rinnovata se rifiutiamo questa verità».

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