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6 Ottobre Ott 2017 1712 06 ottobre 2017

Doping, indagati i nuotatori Magnini e Santucci

Fascicolo aperto dal Coni sulla base degli atti dell'inchiesta della procura di Pesaro nei confronti del medico nutrizionista Guido Porcellini.

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I nuotatori azzurri Filippo Magnini e Michele Santucci sono indagati dalla procura antidoping del Coni (Nado), sulla base degli atti dell'inchiesta della procura di Pesaro nei confronti del medico nutrizionista Guido Porcellini. La Nado contesta a Magnini e Santucci la violazione dell'articolo 2.2 del codice della Wada: uso o tentato uso di sostanze dopanti.

L'INCHIESTA SULL'ORMONE DELLA CRESCITA. Guido Porcellini, medico dietista di molti sportivi, è stato condannato in primo grado nel 2015 a tre anni e 8 mesi per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. È accusato anche di maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate contro la ex moglie, processo ancora in corso. Infine è al centro di un'inchiesta sull’ormone della crescita.

PER I PM DI PESARO MAGNINI NON HA COMMESSO REATI. Il medico, che in questa terza vicenda giudiziaria è accusato di ricettazione, a gennaio del 2016 è stato trovato in possesso di boccette di Hygetropin importate dall'estero. Magnini, quale presunto destinatario delle sostanze dopanti, secondo i pm di Pesaro non ha tuttavia commesso reati e non è stato nemmeno iscritto nel registro degli indagati.

FIALE PRIVE DI PRINCIPIO ATTIVO. Nel decreto di chiusura dell'inchiesta, la procura precisava che le fiale di Hygetropin sequestrate a casa di Porcellini «contrariamente a quanto riportato sull'etichetta non contenevano l’ormone della crescita somatropina». Insomma: il principio attivo era assente, pur essendo riscontrata la presenza di altre molecole difficili da identificare. L'ipotesi è che le fiale fossero state contraffatte all'origine.

«FUNGHI» CHE NON LO ERANO. La procura antidoping del Coni, in ogni caso, ha aperto un fascicolo per verificare il comportamento dei due azzurri. Magnini, sempre secondo i pm di Pesaro, ha presentato a Porcellini il suo amico e collega Michele Santucci, il quale avrebbe parlato al medico di «funghi». Ma l'ex compagno di Federica Pellegrini, in una successiva telefonata, secondo la ricostruzione del Resto del Carlino si sarebbe premurato di chiarire al medico che il suo amico «parlava di funghi ma non erano i funghi». Seguiva l’elencazione, da parte di Porcellini, dei dati bancari per un versamento su Postepay.

IL SOSTEGNO DELLA FEDERNUOTO. Secondo il presidente della Federnuoto Paolo Barelli, l'indagine antidoping del Coni «è un atto dovuto, come Federazione siamo sereni, non abbiamo nessun elemento per dubitare della pulizia dei ragazzi».

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