Travolta da taxi: conducete indagato
6 Ottobre Ott 2017 1920 06 ottobre 2017

Nuova rottura governo-tassisti: sciopero nazionale a novembre

I sindacati accusano Palazzo Chigi di non aver dato seguito alle promesse di febbraio. «Sollecitazioni rimaste inascoltate». Proclamata l'agitazione per il 21 novembre.

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Torna lo scontro tra i tassisti e il governo, colpevole, secondo i sindacati, di aver di fatto deregolamentato il settore del trasporto pubblico non di linea. Per questo il 6 ottobre, nel corso del parlamentino che si è riunito a Firenze, è stato proclamato uno sciopero nazionale a novembre, prima fissato per il 7 e poi differito su indicazione del Garante al 21. A fermarsi saranno i tassisti di Milano, Torino, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli e Roma che si ritroveranno a manifestare nella Capitale.

NESSUN CAMBIAMENTO DA FEBBRAIO. Finisce dunque la tregua cominciata dopo le lunghe proteste dei tassisti culminate col fermo spontaneo del servizio in diverse città per cinque giorni consecutivi. «Il 23 febbraio, dopo una settimana a dir poco difficile - spiegano i sindacati delle auto bianche in un documento - i rappresentanti delle associazioni di categoria, alla presenza del ministro Del Rio e dei rappresentanti dei ministeri Mit e Mise, hanno condiviso un percorso, confermato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, volto all'emissione entro trenta giorni dei decreti attuativi», ovvero le modalità per regolamentare il settore che comprende sia i taxi che i noleggi con conducente.

I SINDACATI: «NON CI HANNO ASCOLTATI». «Ad oggi questo decreto non è stato ancora firmato dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio e dal ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda, nonostante una bozza di articolato ci fosse stato presentato prima della fine del mese di marzo e riproposto nel mese di luglio confermando la sua stesura il 2 agosto 2017, nel corso dell'incontro al ministero dei Trasporti», sottolineano. I sindacati dei tassisti parlano nel documento di «diverse sollecitazioni rimaste inascoltate» e «prendono atto della mancata volontà da parte di questo Governo di dare attuazione agli impegni presi».

L'ACCUSA DI UN MERCATO SENZA REGOLE. La mancanza di regole, sostengono, favorisce la giungla nel settore, dove Ncc operano senza limiti né obblighi, e le multinazionali, Uber in testa, approfittano della situazione organizzando servizi con chi non deve più rispondere di norme certe. Il tutto a scapito degli utenti «per i quali erano state pensate le regole del trasporto pubblico locale, ormai sospese a causa dell'emendamento Lanzillotta contenuto nel Milleproroghe che ha cancellato qualsiasi regola e sanzione per i noleggi con conducente». Il documento è stato firmato da tutti i sindacati tranne Confartigianato e Legacoop; Fita Cna ha firmato ma solo con riserva.

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