Domenico Lucano, sindaco di Riace
6 Ottobre Ott 2017 1127 06 ottobre 2017

Riace, il sindaco dell'accoglienza indagato per concussione e truffa

Lucano: «Ben vengano i controlli». Sotto inchiesta anche il presidente dell'associazione "Città Futura-don Pino Puglisi". La procura di Locri vuole vederci chiaro sulle spese sostenute a partire dal 2014.

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Il sindaco di Riace Domenico Lucano, famoso per aver accolto i migranti nel suo paese, è indagato dalla procura di Locri per abuso d'ufficio, concussione e truffa aggravata, in relazione al conseguimento di fondi pubblici destinati al sistema di accoglienza (leggi anche il reportage di FreeJourn: S.P.(R).A.R. - Siamo Padroni a Riace).

GIÀ SOSPESA L'EROGAZIONE DEI FONDI. Oltre al primo cittadino del piccolo comune calabrese, sotto inchiesta è finito anche Fernando Antonio Capone, presidente dell'associazione "Città Futura-don Pino Puglisi", la prima a occuparsi di profughi sul territorio di Riace. Lucano, soltanto poche settimane fa, si era detto «sfiduciato e indignato con lo Stato», dopo che il ministero dell'Interno e la prefettura di Reggio Calabria avevano deciso di sospendere l'erogazione dei fondi per presunte irregolarità.

LA RAI PREPARA UNA FICTION. Proprio in virtù delle sue politiche in tema di immigrazione e asilo, portate avanti nel corso di tre mandati, il sindaco di Riace è stato inserito dalla rivista Fortune al 40esimo posto tra le personalità più influenti nel mondo. La Rai ha anche annunciato la realizzazione di una fiction sulla sua esperienza, con Beppe Fiorello nei panni del personaggio.

IL SISTEMA-RIACE FAMOSO IN TUTTO IL MONDO. A Riace, dove vivono poco più di 2 mila persone, un quarto degli abitanti sono stranieri: arrivano dall'Afghanistan, dal Senegal, dal Mali, hanno rischiato la vita attraversando il Mediterraneo e in Calabria hanno trovato una casa. I profughi hanno ripopolato il paese, svuotato dall'emigrazione interna. Hanno riaperto laboratori di ceramica, tessitura, bar, panetterie e persino la scuola elementare, un asilo multietnico e fattorie didattiche. Hanno consentito di avviare anche un programma di raccolta differenziata dei rifiuti, con due asinelli che si inerpicano nei vicoli del centro storico.

SU COSA SI CONCENTRANO LE INDAGINI. Riace, secondo Fortune, rappresenta un modello che «ha messo contro Lucano la mafia e lo Stato, ma è stato studiato come possibile soluzione alla crisi dei rifugiati in Europa». La procura di Locri, tuttavia, vuole vederci chiaro sulla gestione dei fondi pubblici. Sotto la lente degli inquirenti c'è la documentazione amministrativa, contabile e bancaria inerente i progetti di accoglienza (Sprar, Cas, Minori non accompagnati) cui partecipano le associazioni convenzionate con il Comune, «con particolare riferimento alle rendicontazioni e alle fatture giustificative delle spese sostenute dal 2014 a oggi».

LA REPLICA DEL SINDACO: «NULLA DA NASCONDERE». «Sono sconcertato e senza parole, ma per certi versi mi viene quasi da ridere, perché non ho nessun bene nascosto. Non possiedo niente e non ho conti segreti. Ben vengano i controlli su di me e che siano il più approfonditi possibili», ha dichiarato Lucano.

SOSTEGNO DAL PARTITO DEMOCRATICO. Il Partito democratico ha espresso sostegno al sindaco attraverso il deputato Davide Mattiello, membro delle commissioni Giustizia e Antimafia: «L'attività giudiziaria va rispettata e credo che servirà a sgombrare ogni dubbio sulla condotta di Domeninco Lucano, che in questi 20 anni ha cercato quotidianamente, affondando enormi difficoltà, di accogliere le persone sbarcate con dignità e contemporaneamente di riscattare Riace da un destino segnato, fatto di spopolamento e abbandono. Non verrà meno la nostra attenzione e la nostra vicinanza».

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