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7 Ottobre Ott 2017 1404 07 ottobre 2017

Catalogna, i fatti principali del 7 ottobre

A Barcellona in bianco per chiedere il dialogo. A Madrid con le bandiere nazionali per rivendicare l'unione. Sono i due cortei con accenti diversi per la Catalogna. E intanto Caixa e Agbar spostano le sedi legali.

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Anche la maggiore banca catalana, la Caixa, e Aigues de Barcelona (Agbar), la società mista che gestisce la distribuzione idrica, mollano la Catalogna. Intanto a Madrid e Barcellona migliaia di manifestanti sono scesi in piazza con cortei per una soluzione negoziata della crisi, ma con accenti diversi. L'istituto di credito catalano La Caixa ha deciso di spostarsi da Barcellona a Palma di Maiorca, nelle isole Baleari «finché persisterà l'attuale situazione in Catalogna». Agbar (15% di Agbar è del comune di Barcellona), secondo qndo riportato da La Vanguardia online, h scelto di spostarsi a Madrid dopo una riunione del consiglio di amministrazione straordinario.

«HABLAMOS?» IN MIGLIAIA IN PIAZZA MADRID. Mentre continua lo scontro istituzionale innescato dal referendum sull'indipendenza della Catalogna del primo ottobre scorso, hanno fatto sentire la propria voce coloro che vogliono difendere l'unità nazionale, ma soprattutto vogliono una soluzione negoziata della crisi, dopo le forti tensioni dei giorni scorsi. In piazza de Colon e calle de Serrano, a Madrid, i migliaia si sono raduna per manifestare con cartelli con scrio «Hablamos?» («Parliamo?»): un appello al dialogo, ma anche all'unità nazionale e alla «difesa della Costituzione».

ANCHE TONI DURI NEI CONFRONTI DEGLI INDIPENDENTISTI. Ma la manifestazione di Madrid si è caratterizzata anche per i toni duri nei confronti degli indipendentisti catalani. A terra è stata collocata una bandiera della Spagna, mentre in sottofondo risuonava dagli altoparlanti la canzone Que viva Espanadi Manolo Escobar. Oltre a quelli che invocavano il dialogo c'erano anche cartelli con la scritta "Golpisti" accanto a foto del governatore catalano, Carles Puigdemont del suo vice, Oriol Junqueras, del capo dei Mossos d'Esquadra, Jose Lluis Traoero. E qualcuno ha girdato anche «Con i golpisti non si dialoga».

BARCELLONA IN BIANCO. Manifestazioni analoghe, convocate dalla Fondazione per la difesa della nazione spagnola (Denaes) si sono svolte in molte altre città. Anche a Barcellona, sotto il palazzo della Generalitat, dove i dimostranti inalberavano cartelli con su scritto «Parlem? Hablamos?», in catalano e in castigliano. In piazza Sant Jaume, nella citta catalana, i dimonstranti indossavano magliette bianche e sventolavano bandiere dello stesso colore, come simbolo di pace.

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