Roberto Di Matteo
8 Ottobre Ott 2017 1210 08 ottobre 2017

Venezuela, liberato il giornalista italiano Roberto Di Matteo

Dopo ventiquattro ore di preoccupazione Roberto Di Matteo e gli altri due colleghi sono stati liberati dalle autorità venezuelane. I tre si trovavano Nord del Paese per un reportage dal carcere di Tocoron.

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Dopo 24 ore di ansia e preoccupazione Roberto Di Matteo, giornalista de Il Giornale e de Gli occhi della guerra, è stato rilasciato dalle autorità venezuelane. Con lui liberati anche altri due colleghi: lo svizzero Filippo Rossi e al venezuelano Jesus Medina. La conferma del rilascio è arrivata dall'Sntp (Sindicato Nacional de Trabajadores de la Prensa).

FERMATI NEL NORD DEL PAESE. Tre giornalisti, erano stati fermati nella giornata del 7 ottobre mentre tentavano di entrare in un carcere nello Stato di Aragua per condurre un'inchiesta giornalistica nel centro penitenziario di Tocoron, ma sono erano stati fermati dalla Guardia Nazionale Bolivariana. Da quel momento, non erano riusciti più a comunicare con il sindacato.

FARNESINA: «AMBASCIATA GIA' A LAVORO». Nelle ore successive al fermo l'Sntp aveva quindi chiesto alle autorità di fornire «informazioni reali» sui tre fermati e di «garantire la vita, la libertà e l'integrità dei giornalisti detenuti». L'appello è stato fatto proprio anche da altre organizzazioni. La Farnesina ha fatto sapere che l'ambasciata d'Italia a Caracas, in stretto raccordo con Roma, si è attivata fin da subito per fornire tutta l'assistenza necessaria.

IL PADRE: «ROBERTO STA BENE». Nel corso della giornata il giornalista si era messo in contatto con il padre Antonio che ha confermato come il figlio fosse sereno e tranquillo. Tra i fermati c'era anche Jesus Medina un fotoreporter del sito antigovernativo DolarToday. La decisione di scarcerare i tre è arrivata dopo l'udienza di convalida del fermo. Secondo le prime informazione i tre si erano dotati delle autorizzazione per entrare nella struttura penitenziaria.

BOOM DI ATTACCHI CONTRO I GIORNALISTI. Il carcere di Tocoron è tristemente noto in Venezuela per i suoi ripetuti episodi di violenza e diversi altri crimini ed il governo non è ancora riuscito a pacificare. La Sociedad Interamericana de Prensa (SIP) ha stimato che l'anno scorso le intimidazioni e gli arresti arbitrari contro i giornalisti sono aumentati. In Venezuela, il Colegio Nacional de Periodistas (CNP) ha denunciato un'ondata di attacchi contro i giornalisti in particolare mentre coprivano le proteste dell'opposizione anti-chavista, tra aprile e luglio.

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