Anis Amri
9 Ottobre Ott 2017 2046 09 ottobre 2017

Da Marsiglia al London Bridge, l'Italia è crocevia dei jihadisti

Arrivati a Lampedusa, solo di passaggio, residenti stabili, addirittura con il passaporto: diversi attentatori che hanno messo a segno stragi in Europa hanno un passato nella Penisola.

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Hanno un passato italiano diversi jihadisti che hanno messo a segno attentati in Europa. L'ultimo caso è quello del tunisino Ahmed Hannaci, il killer di Marsiglia indottrinato dal fratello Anis, arrestato sabato 7 ottobre a Ferrara. Ciò non basta, secondo l'Antiterrorismo, per ritenere che l'Italia sia una "base logistica" per chi poi compie attentati in altri Paesi. Ma l'attenzione è altissima a cogliere segnali di pericolo, come indicano gli 82 espulsi di quest'anno.

METRO DI LONDRA: HASSAN PASSATO DA TRIESTE. Il 18enne di origini irachene Ahmed Hassan, ritenuto l'autore dell'attentato alla metro londinese di Parsons Green dello scorso 15 settembre, è arrivato a Trieste due anni fa, come migrante illegale: pare che l'allora adolescente sia rimasto per circa una settimana nel capoluogo giuliano senza risultare come soggetto radicalizzato.

STRAGE DI BERLINO: AMRI PASSATO DA LAMPEDUSA. Anis Amri, il tunisino che il 19 dicembre scorso si lanciò contro la folla di un mercatino di Natale a Berlino, era arrivato a Lampedusa diciottenne nel 2011, a bordo di un barcone. Passa da un carcere all'altro per aggressione e minacce, prima di ricevere nel 2015 un provvedimento di espulsione che però non viene attuato. Anche nel suo caso, nessun segnale di radicalizzazione. Dopo l'attentato Amri ritornò in Italia, dove venne ucciso dalla polizia a Sesto San Giovanni.

STRAGE DI NIZZA: BOUHLEL FERMATO A VENTIMIGLIA. È un habituè dell'Italia anche Mohamed Lahouaiej Bouhlel, il tunisino che il 14 luglio 2016 ha lanciato il suo camion sul lungomare di Nizza. L'uomo era stato fermato nel 2015 per un controllo dalla polizia italiana alla frontiera di Ventimiglia. Secondo gli investigatori francesi, Bouhel viaggiava regolarmente in Italia.

ATTENTATI DI PARIGI: ABDESLAM PASSATO DALL'ITALIA. Registrati passaggi in Italia di due belgi di origine marocchina: Khalid el Bakraoui, tra gli autori del doppio attentato a Bruxelles del 22 marzo 2016, e Salah Abdeslam, unico sopravvissuto degli attacchi di Parigi del 13 novembre 2015.

LONDON BRIDGE: ZAGHBA CON PASSAPORTO ITALIANO. Munito addirittura di passaporto italiano Youssef Zaghba, uno degli attentatori del London Bridge il 3 giugno di quest'anno.

Il direttore dell'Antiterrorismo: «Non siamo una base»

Ce n'è insomma abbastanza per far alzare le antenne di intelligence ed investigatori. Che però frenano sulle ipotesi che l'Italia sia una sorta di 'piattaforma' dalla quale far partire terroristi che poi colpiscono in altri Paesi europei. «I casi di soggetti vicini al jihadismo e passati per l'Italia», ha spiegato il direttore dell'Antiterrorismo, Lamberto Giannini, «sono per adesso testimonianza di esperienze e di storie diverse tra loro: da parte nostra c'è la massima attenzione, le indagini proseguono serrate ma non esiste una matrice comune di condotte e di comportamenti tale da far pensare che in Italia ci sia una base per la preparazione di azioni. Se si studiano bene i casi, ed è quello che noi abbiamo fatto si tratta di situazioni tutte diverse, di soggetti e storie differenti».

NEL 2017 82 ESPULSI. E a dare l'idea del livello d'attenzione ci sono i dati sugli espulsi, arrivati quest'anno a quota 82. È costante il lavoro da parte di forze di polizia e 007, nel monitoraggio dei soggetti considerati a rischio - alcune centinaia - che vengono seguiti anche nelle loro esternazioni sul web per captare segnali di possibile pericolosità.

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