Scontro pm Milano, gup assolve Robledo
9 Ottobre Ott 2017 1914 09 ottobre 2017

Milano, si chiude la faida in Procura: assolto Robledo

L'ex procuratore aggiunto, che si è scontrato per anni con il collega Edmondo Bruti Liberati, prosciolto dal gup di Brescia perché «il fatto non sussiste».

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Cala il sipario, forse una volta per tutte, sullo "scontro" in Procura a Milano che negli anni scorsi ha visto contrapposti l'ex capo Edmondo Bruti Liberati e l'allora responsabile dell'anticorruzione Alfredo Robledo, oggi prosciolto a Brescia al termine dell'udienza preliminare in cui era imputato per abuso di ufficio. A deciderlo è stato questa mattina il gup Paolo Mainardi che con la formula «perché il fatto non sussiste» ha anche scagionato Piero Canevelli e Federica Gabrielli, due dei tre custodi giudiziari (l'altro è stato archiviato per prescrizione) dei 92 milioni di euro sequestrati 8 anni fa a Ubs, Deutsche Bank, Jp Morgan e Depfa Bank nel corso dell'inchiesta per la truffa sui derivati ai danni del Comune di Milano.

ACCUSE TRA MAGISTRATI. L'indagine è stata avviata dal pm bresciano Erica Battaglia, proprio in seguito a una denuncia di Bruti Liberati che aveva accusato il suo vice di aver mal gestito, violando le regole, i soldi sequestrati ai quattro istituti di credito esteri. In base alla ricostruzione dell'accusa Robledo, nel 2009, avrebbe "sottratto" a Equitalia Giustizia la gestione e la custodia della notevole somma sequestrata alle banche. Il denaro era stato depositato sui conti originariamente di due istituti di credito brianzoli, la Banca di credito cooperativo di Carate Brianza e quella di Barlassina, quest'ultima uscita dal procedimento, con la custodia dei tre professionisti destinati, poi, a vedersi liquidare dalla Procura milanese «compensi per somme rilevanti e comunque non giustificate», si legge nel capo di imputazione, «a fronte dell' attività svolta (...) con un ingiusto profitto per loro e pari danno all'Erario».

«NON LUOGO A PROCEDERE». Stando all'inchiesta bresciana e alla denuncia di Bruti, la somma sotto sequestro doveva finire nel Fondo Unico Giustizia (emanazione di Equitalia), istituito in sordina nel gennaio 2009 e dove da allora è obbligatorio depositare tutto ciò che viene sequestrato dall'autorità giudiziaria. Ma il giudice Mainardi, davanti al quale Robledo ha reso dichiarazioni spontanee e al quale ha depositato una memoria articolata, ha ritenuto di dichiarare «non luogo a procedere» e di chiudere il caso con il proscioglimento di tutti gli imputati. Tra un paio di settimane saranno pronte le motivazioni. Tempo fa sulla vicenda era stato aperto anche un procedimento disciplinare che è stato archiviato dal pg della Cassazione, che ha escluso la sussistenza del fatto per assenza della norma che pone l'obbligo in capo al pm circa il trasferimento dei beni sequestrati al Fug. Obbligo che semmai spetta alle stesse banche o alle cancellerie degli uffici giudiziari.

ROBLEDO GIÀ ASSOLTO. Comunque nel febbraio 2015 Robledo era stato trasferito a Torino, prima con funzioni di giudice poi di nuovo come procuratore aggiunto, dal Consiglio Superiore della Magistratura per il presunto «scambio di favori» che avrebbe avuto con l'avvocato della Lega Nord Domenico Aiello. Il procedimento sulla presunta truffa alla banche, invece, si concluse, dopo le condanne in primo grado, con l'assoluzione di tutti gli imputati, banche estere comprese, in appello. In base a un accordo extragiudiziale, il Comune aveva però incassato 455 da Ubs, Deutsche Bank, Depfa Bank e Jp Morgan.

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