Ratti Gatti
10 Ottobre Ott 2017 1049 10 ottobre 2017

C'è un'emergenza topi in Italia? Dieci cose da sapere

Rosicchiano tutto e minacciano la nostra salute. Si riproducono a ritmi spaventosi. Invadono le scuole in città come Milano e Roma. Ma secondo gli esperti di disinfestazione non si può parlare di un allarme-ratti. Il caso punto per punto.

  • MARCELLO ASTORRI
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Rosicchiano tutto quello che trovano, creano il panico alla vista, preoccupano le amministrazioni per le emergenze igienico-sanitarie che provocano. In Italia (e non solo) fanno sempre scalpore i fatti di cronaca che hanno come protagonisti i topi. A settembre 2017 si è parlato di una scuola materna di Melegnano (Milano) chiusa perché infestata da topi, con i 200 bambini che hanno dovuto traslocare in altra sede in attesa delle operazioni di disinfestazione.

E A ROMA MANCANO I FONDI. Ma se Milano piange, Roma non ride. A ottobre la scuola elementare di Settecamini Antonio Nuzzo è stata chiusa. Causa? Sempre i topi. E in questo caso sembra che manchino i fondi per effettuare gli interventi straordinari che richiederebbe la sanificazione di una struttura vecchia e piena di buchi, nei quali i roditori fanno le loro tane. In tutto questo clamore, tuttavia, spesso non si riesce a comprendere se si tratti di casi locali e circostanziati o di emergenza nazionale. Difficile capirlo, ma certo un’idea più chiara la si può avere sentendo esperti e conoscendo meglio il “nemico”.

1. Quanti sono: 500 milioni di topi nel nostro Paese, record a Napoli

Nessuno può quantificare con precisione il numero effettivo di ratti presenti sul territorio italiano. Esistono tuttavia stime come quelle diffuse da Aidaa, Associazione italiana in difesa degli animali e dell’ambiente, per le quali nel nostro Paese ci sarebbero 500 milioni di topi, circa 8,6 per ogni cittadino. Vi sono situazioni difficili a Roma e Milano (rispettivamente 6 e 5 milioni di esemplari), ma la città più colpita, sempre secondo l’associazione, sarebbe Napoli, con una popolazione di 9 ratti per ogni umano.

2. Non solo in Italia: un problema anche per Parigi, Berlino e Londra

Non se la passano meglio, tuttavia, le principali capitali europee. A Parigi, per esempio, le stime parlano di 4 milioni di topi, quasi due per abitante. A Londra a metà 2016 scoppiò l’emergenza topi giganti, ovvero roditori lunghi mezzo metro e in grado di uccidere un gatto. A favorirli, il clima mite e l’abbondanza di cibo. A Berlino secondo la Lageso, l’ufficio per la salute e il sociale, ci sarebbe una popolazione di topi stimata tra i 3,5 e i 7 milioni di esemplari.

3. Le specie più diffuse nel nostro Paese: dal ratto di fogna in giù

In Italia esistono 30 specie di roditori. Ma le più diffuse sono essenzialmente 4. Il più temibile, se non altro per le sue dimensioni, è il rattus norvegicus - meglio conosciuto come ratto di fogna - che può superare i 500 grammi di peso e i 30 cm di lunghezza (esclusa la coda). Poi c’è il rattus rattus, ovvero il ratto dei tetti. È più piccolo rispetto al ratto di fogna (non supera i 300 grammi di peso) ed essendo un eccellente arrampicatore trova rifugio nei sottotetti delle case. Il più diffuso è mus musculus, un piccolo ratto (è lungo circa 10 cm) che si nasconde nelle intercapedini, nei controsoffiti, negli impianti elettrici e nelle tubazioni idrauliche. Infine l’apodemus sylvaticus, il topolino di campagna, supera raramente i 30 grammi ed è un industrioso roditore, capace di costruire gallerie e nascondigli nel terreno per nascondere il proprio cibo.

4. I disinfestatori: «Non c'è una vera emergenza»

Marco Benedetti è il presidente di Anid, l’Associazione nazionale italiana disinfestatori, e a Lettera43.it ha spiegato che, in realtà, «il numero d’interventi in Italia non è aumentato» e che «non c’è alcuna emergenza ratti». Inoltre «non ci sono statistiche che possano dirci con certezza che la popolazione di topi sia in aumento», ha detto Benedetti, «semmai possono emergere problematiche locali dovute a un cattivo stato di manutenzione» di stabili, strade, aiuole, campi. La prevenzione è un’arma ben più efficace della derattizzazione: «Bisogna mantenere l’erba bassa nei campi, garantire la pulizia, chiudere buchi e fori nelle strade e negli stabili abbandonati, evitare canaline con fori d’entrata negli edifici e le aperture sotto alle porte. Un disinfestatore qualificato fa prima un’analisi ambientale e poi decide di procedere con la derattizzazione solo in zone mirate, senza ricorrere a massicce dosi di sostanze chimiche».

5. Operatori improvvisati: così si danneggia l'ambiente

Secondo il numero uno di Anid, l’efficacia delle disinfestazioni è limitata poiché «chi commissiona i lavori non si assicura che vi siano operatori qualificati», spesso vengono effettuate «da imprese di giardinaggio, di pulizie, dalle aziende di autospurghi senza fare prima sopralluoghi e senza predisporre interventi calendarizzati» con il rischio di provocare danni all’ambiente e agli animali non target come per esempio «ricci e animali domestici».

6. Rischi per la salute: possono trasmettere all'uomo 30 malattie

In passato la peste nera in Europa causò di milioni di morti, nel XIV secolo un terzo della popolazione del Vecchio continente venne sterminata dal morbo. La peste è provocata dal betterio Yersinia pestis, trasmesso dalla pulci parassite dei roditori. Vi sono poi altre malattie trasmesse dai ratti, come salmonella, leptospirosi, tifo murino e colera. Ma sono solo le più note, poiché un topo di fogna può portare fino a 30 malattie trasmissibili all’uomo, pur restando "sano".

7. Riproduzione: si accoppiano già a cinque settimane di vita

I topi raggiungono la maturità sessuale già dopo cinque settimane dalla nascita. Si riproducono in 21 giorni e una coppia di topi può generare in nove anni 2 milioni e 197 mila tra figli e figli dei figli.

8. Sopravvivenza: resistono anche alle radiazioni nucleari

Gli americani tra gli Anni 40 e 50 testarono 15 ordigni nucleari sulle isole Eniewetok (Isole Marshall, oceano Pacifico). Secondo una testimonianza riportata nel periodico scientifico Focus, quando i militari tornarono, quattro anni dopo la conclusione dei test, per fare rilievi sull’isola protetti da tute anti radiazione, gli unici esseri viventi a essere sopravvissuti erano i ratti.

9. Alimentazione: preferiscono cereali e frutta

Contrariamente a quanto si crede, l’alimento preferito dai topi non è il formaggio. Secondo una ricerca degli esperti di comportamentismo animale della Manchester University, infatti, i roditori preferiscono alimenti con un’alta percentuale di zuccheri, come cereali e frutta. Sono animali onnivori, che mangiano in prevalenza alimenti di origine vegetale, ma all’occorrenza possono nutrirsi anche di carne.

10. Predatori nemici: gatti e gufi

Grandi predatori di topi sono i gufi, ormai considerati i "carnefici" di punta in seguito alle campagne di sterilizzazione che hanno fatto diminuire il numero di gatti nelle città. Aidaa, per contrastare la proliferazione di topi, suggerisce di abbandonare le derattizzazioni e incrementare le colonie feline.

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