Harvey Weinstein
10 Ottobre Ott 2017 1836 10 ottobre 2017

Harvey Weinstein accusato di molestie sessuali: le cose da sapere

Il produttore hollywoodiano travolto dallo scandalo dopo le denunce degli abusi su attrici e dipendenti. Tra le vittime ci sarebbe anche Asia Argento. La sua società lo licenzia. E lo star system gli volta le spalle.

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Uno scandalo che scrive ogni giorno nuovo capitoli. Il ciclone che ha travolto Harvey Weinstein, accusato di molestie sessuali da un numero imprecisato di attrici e protagoniste dello star system hollywoodiano, ha oltrepassato i confini statunitensi, riaprendo anche in Italia il dibattito attorno agli abusi nascosti tra le pieghe dei set cinematografici. Tra le grandi accusatrici del potente produttore caduto in disgrazia anche Asia Argento, la cui confessione al New Yorker a distanza di 20 anni ha innescato un fiume di polemiche. I fatti risalirebbero al 1997, quando l'attrice italiana aveva 21 anni. E sarebbero avvenuti in un hotel in Francia, dove Asia fu invitata a un party della Miramax.

1. Il caso sollevato da un'inchiesta del New York Times

A scatenare il caso che ha travolto Weinstein è stata un'inchiesta del New York Times, secondo la quale il produttore premio Oscar avrebbe ricevuto in passato svariate denunce per moleste sesuali. Con almeno otto donne convinte, con accordi di natura privata, a tacere. Tra le donne molestate da Weinstein, secondo la prima ricostruzione del quotidiano statunitense, ci sarebbero state «una giovane assistente a New York nel 1990, un’attrice nel 1997, un’assistente a Londra nel 1998, una modella italiana nel 2015».

2. Tra le vittime ci sarebbero anche Jolie e Paltrow

A distanza di giorni dallo scoop del Nyt, contro Weinstein si sono scagliate anche star del calibro di Gwyneth Paltrow e Angelina Jolie, che hanno accusato di molestie sessuali il produttore cinematografico. Molestie che sarebbero avvenuto quando entrambe erano giovani attrici. Molte le donne che hanno raccontato di aver subito lo stesso trattamento o avances ambigue. Tra le otto del New York Times, quelle più in vista sono Rose McGowan, che già tempo prima aveva denunciato gli abusi subiti pur senza fare il nome di Weinstein, e Ashley Judd (qui l'elenco completo).

3. La denuncia di Asia Argento

Asia Argento ha raccontato di essere stata costretta a subire sesso orale da Harvey Weinstein nel 1997, confessando di avere accettato le proposte avances per il timore che rifiutandosi avrebbe messo fine alla propria carriera; lo stesso timore che l'ha spinta ad attendere 20 anni prima di denunciare pubblicamente quanto accaduto. Se negli Stati Uniti ha ricevuto messaggi di solidarietà incondizionata, in Italia qualcuno ha espresso dei dubbi sul suo racconto o l'ha criticata per aver atteso tanto tempo prima della denuncia. Critiche che hanno spinto l'attrice ad annunciare di voler lasciare il Paese.

4. Weinstein non smentisce le accuse e chiede perdono

Il produttore non ha smentito nulla, anzi ha dichiarato al New York Times di essere pentito per i suoi comportamenti, senza negarli e aggiungendo che sta seguendo un percorso terapeutico per risolvere i propri problemi. Weinstein - dal 2007 sposato con la stilista Georgina Rose Chapman, che nell'occasione ha scelto di lasciarlo, e padre di due figli - ha fatto mea culpa: «Sono consapevole che il modo in cui mi sono comportato con alcune colleghe in passato ha causato molto dolore e chiedo scusa». Poi, però, ha minacciato il quotidiano newyorkese di fargli causa per diffamazione.5

5. La cacciata dalla sua società e dall'Academy

Proprio a causa dell'inchiesta del giornale americano, buona parte del Consiglio di amministrazione della Weinstein company si è dimesso. I membri rimasti si sono riuniti e hanno deciso di licenziare il produttore. «Alla luce delle nuove informazioni circa la condotta di Weinstein emerse negli ultimi giorni, i direttori Robert Weinstein, Lance Maerov, Richard Koenigsberg e Tarak Ben Ammar hanno determinato che il suo impiego è concluso, con effetto immediato», ha annunciato il board della società in una nota. A stretto giro, anche l'Academy, l'associazione che gestisce i premi Oscar, ha deciso di cacciare il produttore dai propri membri.

6. La condanna delle star di Hollywood

Immediata è arrivata la condanna da parte di Hollywood. Per l'attrice premio Oscar Meryl Streep si tratta di un «disgustoso», e «imperdonabile abuso di potere». Streep, che ha lavorato con Weinstein in alcuni film come August: Osage County e The Iron Lady, ha poi definito «eroine» le donne che hanno avuto il coraggio di parlare. Tuttavia, ha tenuto a chiarire: «Non tutti sapevano, Harvey ha sostenuto il mio lavoro intensamente ed è sempre stato rispettoso con me e molti altri con cui ha lavorato professionalmente. Non sapevo di queste azioni». Altre attrici hanno fatto sentire la loro voce. Lena Dunham ha sottolineato il coraggio delle donne che hanno deciso di parlare, ricordando che farlo non è né facile né divertente. Mentre Patricia Arquette ha ringraziato Rose McGowan e Ashley Judd perché grazie alle loro denunce altre donne troveranno il coraggio di denunciare a loro volta.

7. Pressioni sui democratici per restituire i soldi ricevuti dal produttore

Intanto, i democratici hanno ricevuto parecchie pressioni perché restituiscano o donino in beneficenza milioni di dollari in finanziamenti ricevuti dal produttore: secondo il Center for responsive politics Weinstein e la sua famiglia hanno sborsato oltre 1,4 milioni di dollari dal 1992, inclusi 800 mila dollari al partito democratico.

8. La polizia di New York avvia approfondimenti

La polizia di New York ha fatto sapere di avere avviato approfondimenti su eventuali accuse di aggressione a sfondo sessuale contro Weinstein. Lo ha riferito il portavoce della polizia della Grande Mela, Peter Donald, affermando che gli investigatori stanno conducendo verifiche sui file della polizia per controllare se vi siano state in passato denunce di aggressione o molestie oltre il caso già emerso e da cui scaturì una indagine nel 2015.

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