Osman
10 Ottobre Ott 2017 1442 10 ottobre 2017

Migranti, condannato all'ergastolo il torturatore di Bani Walid

Osman Matammud, cittadino somalo arrestato a Milano, è accusato di aver ucciso, sequestrato e violentato decine di persone nel campo profughi che gestiva in Libia.

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È stato condannato all'ergastolo con isolamento diurno per tre anni Osman Matammud, il 22enne di origine somala imputato a Milano con l'accusa di aver ucciso, torturato e stuprato decine di migranti nel campo profughi che gestiva in Libia a Bani Walid, 150 chilometri a sud-est di Tripoli. La sentenza della Corte d'Assise presieduta da Giovanna Ichino è arrivata dopo cinque ore di camera di consiglio. Il giovane, soprannominato Ismail, è accusato di omicidio plurimo, sequestro di persona a scopo di estorsione e violenza sessuale.

IL RACCONTO DEI TESTIMONI. «C'era una stanza delle torture dove Ismail mi legava e mi picchiava», ha raccontato in aula un testimone, rimasto nel campo di Bani Walid per almeno due mesi, «poi partivano le scariche elettriche finché non svenivo». Matammud, arrivato in Italia su un barcone dove aveva tentato di confondersi tra gli altri immigrati, è stato riconosciuto dalle sue stesse vittime, che lo hanno denunciato. La polizia lo ha arrestato nell’Hub per migranti di via Sammartini alla fine di settembre, quando il quadro degli orrori non era ancora definito.

LE VITTIME HANNO CERCATO DI LINCIARLO. Gli agenti erano dovuti intervenire per sottrarlo a un gruppo di connazionali che volevano linciarlo e che lo hanno subito indicato come il responsabile di violenze gravissime. A puntare il dito contro di lui anche due ragazze minorenni, vittime di abusi sessuali. «Quasi ogni notte veniva a prendermi per violentarmi. Questo è successo per tutto il periodo in cui sono stata lì e quindi anche dopo che i miei genitori avevano mandato i soldi», ha testimoniato una giovane.

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