CROLLO
11 Ottobre Ott 2017 1200 11 ottobre 2017

Edilizia scolastica, mancanza di sicurezza e di fondi

Solo l'8% degli istituti è antisismico. Maniglie antipanico e wc per disabili sono una rarità. Mentre la manutenzione è ancora inadeguata. La fotografia di Cittadinanzattiva.

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In genere in Italia si affronta l'argomento dello stato in cui versa l'edilizia scolastica quando è troppo tardi. E cioè a ogni crollo. L'organizzazione no profit Cittadinanzattiva vorrebbe invece tenere i riflettori accesi sul tema in modo costante proprio per evitare che si piangano altre vittime o feriti. E lo fa per mezzo del rapporto sulla sicurezza nelle scuole, giunto alla XV edizione, in cui presenta un quadro allarmante, il più delle volte ignorato dalle amministrazioni locali. Di mezzo ci sono la salute e la sicurezza di 7.816.408 studenti in 370.597 classi distribuite in 42.408 plessi scolastici.

EDIFICI DATATI E NON ANTISISMICI. Il primo problema riscontrato nell'analisi riguarda il fatto che le scuole siano spesso ospitate in edifici datati. Si legge, infatti, nel report: «Il 32% è stato costruito dopo il 1976, il 27% tra il 1961 e il 1975, il 12% tra il 1946 e il 1960, l’8% tra il 1921 e il 1945 [...] e per un restante 13% manca tale informazione». Non sempre, poi, alla modernità della struttura corrisponde una certificazione della sua solidità: in Italia, come riporta l'Anagrafe Nazionale Edilizia Scolastica del 2013, a cura del ministero dell’Istruzione, quasi il 54% delle scuole è edificato in zone a rischio sismico (il più delle volte, vista la conformazione della Penisola, non ci sono alternative), 19 mila plessi sorgono nel cuore di zone diventate rosse, ma «solo l’8% risulta progettato secondo la normativa antisismica». E appena 1.614 edifici, pari al 3%, hanno il certificato di conformità. Ma si tratta di dati parziali, relativi solamente al 46% degli edifici censiti, perché il restante 54% non ha fornito al dicastero alcuna risposta.

Manutenzione inadeguata: 156 crolli negli ultimi 4 anni

Cittadinanzattiva ha effettuato il proprio monitoraggio in 10 regioni: Valle d’Aosta (6), Piemonte (1), Veneto (2), Lazio (2), Abruzzo (8), Campania (23), Basilicata (4), Calabria (11), Sicilia (11) e Sardegna (7), cui si aggiunge un campionamento ben più ampio ricavato tramite l’istanza di accesso civico inviata a 2821 Comuni e Province, relativi a 4401 stabili di 18 Regioni.

SOLO IL 3% DELLE SCUOLE È IN OTTIMO STATO. Nel 26% degli istituti, si sono registrati distacchi di intonaco e la relativa possibilità di caduta di calcinacci su alunni e docenti. Sono stati invece riscontrati segni di fatiscenza, come muffe e infiltrazioni nel 37% delle palestre, nel 30% delle aule e nel 24% dei bagni. Secondo il report, solo il 3% delle scuole può dirsi in ottimo stato. Negli ultimi 4 anni scolastici si sono verificati 156 episodi di crolli all'interno delle scuole, che hanno provocato 24 feriti tra studenti e personale. E il trend è peggiorato: solo nel 2016 i casi di distacco di calcinacci sono stati 44.

MANIGLIE ANTIPANICO ASSENTI. Le più basilari norme di sicurezza riguardanti gli edifici pubblici richiedono la presenza di porte con maniglioni antipanico che agevolino l'uscita delle persone in caso di evacuazione e l'adeguatezza degli impianti elettrici. In entrambi i casi, l'edilizia scolastica italiana è bocciata. Le porte antipanico mancano «nell’82% dei bagni, nel 73% delle aule, nel 66% delle biblioteche, nel 44% delle mense e nel 27% delle palestre». A conti fatti sono presenti solo in un'aula su 4. Non va meglio per gli impianti elettrici: fuori norma in quattro casi su cinque.

USCITE DI EMERGENZA NON PERVENUTE (O QUASI). Nel 18% di istituti a più piani non sono presenti scale di sicurezza. Nel 19% delle scuole controllate non ci sono le uscite di emergenza nei corridoi così come prescritto dalla normativa. Quando sono presenti, le ispezioni hanno rivelato che nell'8% dei casi sono chiuse o inaccessibili a causa di ingombri esterni o interni. Infine, solo una scuola su tre presenta vetrate conformi a quanto prevede la legge, vale a dire a prova di terremoto ma anche di bambino.

Il 28% delle scuole ha subito atti di vandalismo e furti

Se gli istituti sono spesso malandati, la colpa non è sempre e solo delle amministrazioni locali. Le scuole italiane soffrono infatti di un altro male: quello del vandalismo. Il 28% dei complessi ha subito effrazioni, furti e danneggiamenti di varia natura, per lo più a opera di soggetti esterni. Non si contano i casi di edifici scolastici “ripuliti” dai ladri. Anche perché mancano le più elementari misure di difesa come portoni blindati, sorveglianza e telecamere a circuito chiuso. Il fenomeno aumenta ovviamente nei periodi estivi ed è agevolato anche dal fatto che, nel 45% delle scuole, i cancelli restano aperti.

IGIENE A INTERMITTENZA. Un capitolo a parte merita poi la situazione in cui versano i servizi igienici. Cittadinanzattiva rileva che nel 47% dei bagni manca persino la carta igienica e gli studenti sono invitati a portarla da casa. Dalle cronache emerge inoltre che, quando presente, viene spesso razionata in misura insufficiente a garantire agli alunni adeguati standard di pulizia. Nel 64% dei casi manca il sapone e nel 77% dei servizi igienici a essere assente sono gli asciugamani. Nel 16% dei bagni sono stati riscontrati segni di sporcizia. L'aspetto più increscioso riguarda però il fatto che ancora un istituto su 5 non abbia approntato bagni per soggetti diversamente abili.

INTERVENTI IN RITARDO. Nella ricerca viene anche evidenziato come alle segnalazioni fatte dal personale scolastico segua in genere l'immobilismo della pubblica amministrazione. Sempre secondo il materiale raccolto da Cittadinanzattiva, «l’87% dei responsabili del servizio di protezione e prevenzione (Rspp) o dei dirigenti ha chiesto interventi manutentivi all’ente proprietario, ma in un caso su cinque non si è proceduto e solo nel 22% dei casi la riparazione è stata effettuata tempestivamente. Una scuola su quattro ha chiesto interventi di tipo strutturale che nel 74% non sono stati mai effettuati. Nel 21% dei casi, invece, l’intervento è stato tardivo». Per contro non si registrano casi in cui l'amministrazione sia intervenuta con rapidità. I ritardi o i mancati adempimenti sono con ogni probabilità legati all'indebitamento degli enti locali: le scuole primarie e dell'infanzia rientrano nella sfera di competenza dei Comuni che il più delle volte non hanno soldi in cassa o, peggio, sono schiacciati dai debiti.

LE PAGELLE: FVG E PIEMONTE VIRTUOSE. Chiudiamo la rassegna con alcuni dati positivi. Il Friuli Venezia Giulia e il Piemonte sono le Regioni più virtuose per quanto riguarda la manutenzione ordinaria e straordinaria dei plessi scolastici. Molise, Toscana, Sicilia e Puglia sono quelle in cui si è realizzato il maggior numero di interventi relativi alla sicurezza così da mettersi in regola con le normative nazionale ed europea. «Molto è stato fatto dal 2015 a oggi sull’edilizia scolastica da parte del governo, ma non si può ancora parlare di un’inversione di tendenza», ha dichiarato Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva.

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