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Scuola
11 Ottobre Ott 2017 0927 11 ottobre 2017

I figli vanno a scuola soli e i genitori si scoprono criminali

Addio libertà preadolescenziale: lo studente deve essere consegnato a un maggiorenne autorizzato. Il Miur non ammette deroghe. Poco importa se i veri rischi che corrono i nostri ragazzi sono all'interno delle Aule: pericolanti e non a norma.

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Non è mai troppo tardi per scoprirsi criminali. E della peggiore specie, visto che il delitto di cui mi sono resa colpevole, secondo lo Stato, è abbandono di minore. Almeno l’avessi commesso mollando la prole a casa la sera per andare a folleggiare in discoteca. Invece no, l’ho perpetrato per centinaia di normalissime mattinate in cui ho permesso alle mie figlie di tornare a casa da sole dalla scuola media, a 200 metri esatti. La circolare del ministero dell’Istruzione non accenna a deroghe in base alla distanza dell’istituto dalla residenza dell’alunno: che siano due passi o due chilometri, dev’essere consegnato a un maggiorenne autorizzato dall’identità verificabile.

I PERICOLI SONO ALL'INTERNO DELLE SCUOLE. All’origine di tutto c’è, tanto per cambiare, una sentenza della Cassazione: chiamata a giudicare sulla morte di un ragazzino investito da uno scuolabus nel 2002, la Suprema Corte ha condannato l’istituto che frequentava per mancata custodia. La circolare quindi serve a mettere al riparo le scuole da eventuali responsabilità: già bastano i pericoli che i ragazzi corrono fra le mura scolastiche (solo il 3% degli istituti italiani è «in ottimo stato», negli altri c’è sempre il rischio di prendersi un calcinaccio in testa e magari non avere sottomano nemmeno un cerotto, perché nel 44% delle scuole non c’è nemmeno una cassetta del pronto soccorso, dati 2017 di Cittadinanzattiva). Non c’è bisogno di accollarsi pure i danni in agguato fuori dai cancelli. Qui la responsabilità passa ai genitori, scavalcando del tutto i ragazzini, che anziché assaporare i primi brividi di autonomia preadolescenziale tornano ai tempi dell’infanzia, quando uscivano dall’asilo solo tenendo per la manina i genitori, la nonna o la tata, e pazienza se ormai portano la terza di reggiseno e sono alti come pertiche. «Nel codice penale per i minori di 14 anni è prevista una presunzione assoluta di incapacità», spiega la circolare. Cioè, non finiscono in galera se commettono reati, ma se vanno a scuola vivono da detenuti, sempre sotto sorveglianza, consegnati da un custode all’altro, mai a piede libero.

SAVE THE CHILDREN, BATTI UN COLPO. Oltre a complicare ulteriormente la vita ai genitori, che hanno appena finito di gestire le ennesime vacanze più lunghe e ingiustificate d’Europa, la burocrazia scolastica li vuole quasi far sentire in colpa di non essere abbastanza paranoici, e a questo punto ci si chiede se la presunzione di incapacità, più che per gli under-14, vada prevista per i funzionari del Miur. Negli altri Paesi europei il 90% dei ragazzini si arrangia nel percorso casa-scuola. Accidenti, credevamo che i minori non accompagnati fossero solo quelli che arrivano sui barconi dalla Libia, e invece, secondo i parametri italiani, lo sono anche quelli che tornano da scuola in bici in Olanda. Dov’è Save The Children, quando serve?

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