Loris Bertocco
12 Ottobre Ott 2017 1130 12 ottobre 2017

La storia di Loris Bertocco, che ha deciso di morire in Svizzera

Un veneziano di 59 anni, paralizzato da 40 anni, ha scelto porre fine alla sua vita in Svizzera. In una lettera ha raccontato le ragioni della sua scelta: «Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente».

  • ...

«Mi è difficile immaginare il resto della mia vita in modo minimamente soddisfacente, essendo la sofferenza fisica e il dolore diventati per me insostenibili e la non autosufficienza diventata per me insopportabile. Sono arrivato quindi ad immaginare l'accompagnamento alla morte volontaria, che è il frutto di una lunghissima riflessione».

«MI HANNO NEGATO UN'ASSISTENZA ADEGUATA». È un passaggio di una lunga lettera con cui Loris Bertocco, originario di Fiesso D'Artico (Venezia), paralizzato in seguito a un incidente dall'età di 18 anni e cieco dall'età di 38, ha spiegato a Repubblica le ragioni dell'addio e della scelta di suicidio assistito in Svizzera. «Credo che sia giusto fare questa scelta prima di trovarmi nel giro di poco tempo a vivere come un vegetale», ha scritto. «Il muro contro il quale ho continuato per anni a battermi è più alto che mai e continua a negarmi il diritto ad una assistenza adeguata».

PARALIZZATO DAL 1977. Loris, che si è spento in una clinica di Zurigo l'11 ottobre, ha poi raccontato la sua storia, dall'incidente del 1977 che compromise la sua capacità di camminare, fino alla progressiva perdita di autosufficienza e soprattutto della vista. Nello spiegare la sua scelta il 59enne ha poi puntato il dito sull'assistenza ricevuta dalla regione e sui pochi fondi che hanno minato la sua capacità di condurre una vita dignitosa. «È necessario alzare la soglia massima relativa all'Impegnativa di cura domiciliare e fisica oggi fissata a mille euro, ferma al 2004 e quindi anacronistica e del tutto insufficiente per assicurare le collaborazioni indispensabili. »

«È ARRIVATO IL MOMENTO DI ANDARE». «Sono convinto che se avessi potuto usufruire di assistenza adeguata avrei vissuto meglio la mia vita, soprattutto questi ultimi anni, e forse avrei magari rinviato di un po' la scelta di mettere volontariamente fine alle mie sofferenze», ha scritto ancora Loris, «Ora è arrivato il momento. Porto con me l'amore che ho ricevuto e lascio questo scritto augurandomi che possa essere di aiuto alle tante persone che stanno affrontando ogni giorno un vero e proprio calvario».

L'IMPEGNO PER UNA LEGGE SUL FINE VITA. Ma nel suo messaggio c'è spazio anche per raccontare il suo impegno come attivista nella richiesta di una legge per una fine dignitosa dell'esistenza: «Il mio impegno estremo, il mio appello, è adesso in favore di una legge sul 'testamento biologico' e sul 'fine vita'. Vi sono situazioni che evolvono inesorabilmente verso l'insostenibilità».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso