Portogallo
ALLARME 16 Ottobre Ott 2017 1000 16 ottobre 2017

Uragano Ophelia: le cose da sapere

In Spagna e Portogallo almeno 39 vittime per i roghi causati dai forti venti. Allerta rossa in Irlanda: morte tre persone, 360 mila case senza luce. 

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Dopo la distruzione caraibica degli uragani Irma e Maria, l'Atlantico è minacciato da una nuova perturbazione, l'uragano Ophelia. Ma questa volta nel mirino è finita l'Europa. Ophelia è la 15esima tempesta tropicale atlantica del 2017, la decima a trasformarsi in uragano: raggiungendo un record stagionale che era imbattuto dal 1893.

1. Almeno 39 morti in Spagna e Portogallo per gli incendi

Almeno 39 persone sono morte in Spagna e Portogallo a causa dei violenti incendi alimentati dalle alte temperature e dai forti venti, fino a 130 chilometri orari, causati dal passaggio di Ophelia: 35 le vittime accertate in Portogallo, mentre almeno altre quattro persone hanno perso la vita in Galizia, in Spagna. Sette persone risultano disperse.

2. Allarme rosso in Irlanda: 360 mila senza luce

Scuole chiuse in tutta l'Irlanda, dove a ciclisti e motociclisti è stato fatto divieto di percorrere le strade, in vista di venti che potrebbero raggiungere i 130 chilometri orari. Una donna che si trovata a bordo della propria auto nei pressi di Aglish è morta quando un albero è precipitato sul mezzo uccidendola. Un uomo di 30 anni ha, invece, perso la vita mentre tentava con una motosega di tagliare un albero abbattuto dal vento. La terza vittima è un uomo che ha perso la vita dopo che un albero abbattuto dai forti venti è caduto sulla sua automobile a Dundalk, vicino al confine con l'Irlanda del Nord. Oltre 360 mila abitazioni sono rimaste senza luce, mentre in Galles, dove la tempesta Ophelia è attesa nelle prossime ore, è scattata in anticipo la chiusura della scuole per motivi precauzionali.

Il servizio meteorologico irlandese ha elevato il livello di allerta da arancione a rosso, il massimo, per tutto il Paese. Soppressa anche la maggioranza dei traghetti tra Irlanda e Gran Bretagna.

«ONDE ALTE E DISTRUTTIVE». Il centro statunitense per gli uragani prevede che Ophelia possa portare dai 50 ai 70 millimetri di pioggia sull'Irlanda occidentale e in Scozia, con alluvioni e onde «alte e distruttive» sulla costa. Gli aeroporti di Dublino e Shannon hanno invitato i passeggeri a procurarsi informazioni sui voli prima di mettersi in viaggio, mentre lo scalo di Cork ha preannunciato probabili cancellazioni. L'allarme è stato diffuso anche dalla Gran Bretagna per l'Irlanda del Nord, che fa parte del Regno Unito. Possibili black-out elettrici, pericolo di oggetti volanti, disservizi nei trasporti e nei segnali telefonici. Venti forti potranno interessare anche Scozia, Galles e Inghilterra.

3. Il passaggio da tempesta tropicale a uragano di categoria 1

Nell'ultima settimana quella che all'inizo era una semplice tempesta tropicale ha guadagnato potenza e intensità arrivando a categoria 3, per poi scendere di nuovo a 1. La tempesta che ha viaggiato nell'Atlantico si è rafforzata ma nel suo percorso ha lasciato quasi incolumi le isole Azzorre. La perturbazione sta ora viaggiando verso nord e il 16 ottobre è arrivata sulle coste britanniche.

L'URAGANO VISTO DAL SATELLITE. Le immagini dei satelliti europei Sentinella hanno indicato che il ciclone potrebbe rafforzarsi ancora nel suo percorso verso le coste europee. L'uragano è stato fotografato dal Sentinel 3A del programma europeo Copernicus, varato da Commissione Ue e Agenzia Spaziale Europea (Esa). Nelle immagini, scattate l'11 ottobre, si vede l'uragano mentre era a circa 1.300 chilometri a sud ovest delle isole Azzorre e a circa 2.000 chilometri dalla costa africana.

4. Gli ultimi casi in Europa: nel 2014 il passaggio di Bertha

Non è la prima volta che un uragano investe, sia pure marginalmente, il Vecchio Continente. «I casi più recenti sono quelli dell'uragano Bertha, che nel 2014 provocò danni in Irlanda, Inghilterra e nel Nord della Francia, mentre nel 2011 fu la volta di un'altra Ophelia che colpì l'Europa Occidentale». Nel 2006, poi, ricorda Baldi, «ci fu Gordon, che sfiorò le coste dell'Inghilterra. Ricordiamo poi diversi casi sulle coste della Francia negli anni '80. In Scozia nel '66 poi ci furono delle tempeste tropicali» (come era Ophelia prima di trasformarsi in uragano).

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