De Laurentiis – Napoli (16 mln)
7 Novembre Nov 2017 2046 07 novembre 2017

Calcio e camorra, la Procura Figc ascolta De Laurentiis

Il presidente del Napoli è stato sentito come testimone nell'ambito delle indagini sui presunti rapporti tra dirigenti e calciatori dei partenopei e i fratelli Esposito, arrestati con l'accusa di gestire locali per conto della criminalità organizzata.

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Il 7 novembre la Procura federale della Federcalcio ha ascoltato, come testimone il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, nell'ambito delle indagini sui presunti rapporti tra dirigenti e calciatori del Napoli e i fratelli Esposito, arrestati nel giugno scorso con l'accusa di gestire locali a Napoli per conto della criminalità organizzata. Giovanni Fiorentino, delegato del procuratore federale Giuseppe Pecoraro, «ha chiesto al presidente De Laurentiis se conoscesse la famiglia Esposito, se il club abbia dato dei biglietti agli Esposito e se avesse avuto relazioni di qualsiasi natura con i tre fratelli. Le stesse domande che erano state poste agli altri dirigenti del Napoli prima di lui e ai calciatori», ha detto Mattia Grassani legale del Napoli.

INCHIESTA DOPO L'ARRESTO DI TRE IMPRENDITORI. L'inchiesta era scattata nel giugno scorso quando erano stati arrestati i tre imprenditori napoletani Esposito, accusati di gestire locali in città per conto dei clan, e che sulle loro pagine Facebook avevano diverse fotografie in compagnia di alcuni calciatori azzurri. A De Laurentiis e agli altri dirigenti azzurri sono stati chiesti anche dettagli sulla procedura di emissione dei biglietti che vengono dati ai calciatori (tre per ogni partita a ciascuno), visto che la Procura della Figc indagava sul fatto che i calciatori stessi li avessero rivenduti o ceduti gratuitamente ad affiliati alla malavita organizzata.

NOTIFICATO ANCHE UN SECONDO PROCEDIMENTO. Sempre il 7, il Napoli ha ricevuto invece la notifica della chiusura di un altro procedimento, «aperto il 26 giugno scorso avente per oggetto i rapporti tra calciatori del Napoli e appartenenti alla criminalità organizzata», ha scritto in una nota della Figc. Un secondo procedimento di cui, ha spiegato Grassani, «non eravamo a conoscenza perché non ci era stato mai notificato. I due procedimenti hanno numeri di protocollo diversi ma mi sembra riguardino la stessa materia». Pecoraro, l'8, andrà in Commissione antimafia a riferire sullo stato delle indagini sportive al comitato che indaga sui rapporti tra organizzazioni criminali e sport presieduta dal parlamentare Pd Marco Di Lello. La commissione indaga da tempo sulle infiltrazioni mafiose nel calcio professionistico.

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