Dj Fabo, un saluto in chiesa a Milano
8 Novembre Nov 2017 1054 08 novembre 2017

Dj Fabo, inizia a Milano il processo contro Cappato

In Tribunale verrà proiettato il video inedito dell'intervista integrale rilasciata dal 39enne alla trasmissione televisiva Le Iene.

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Per mostrare le condizioni fisiche in cui si trovava Dj Fabo, morto col suicidio assistito in una clinica svizzera, e la lunga agonia cui sarebbe andato incontro senza un adeguato supporto medico-farmacologico, in Tribunale a Milano verrà proiettato il video dell'intervista rilasciata dal 39enne alla trasmissione televisiva Le Iene. Lo hanno chiesto e ottenuto i pm Tiziana Siciliano e Sara Arduini, nella prima udienza del processo nei confronti di Marco Cappato, imputato per aiuto al suicidio davanti alla Corte d'Assise.

FILMATO INTEGRALE MAI VISTO PRIMA. Il filmato integrale, mai mostrato prima, verrà proiettato in aula in una delle due udienze già fissate per il 4 e il 13 dicembre, in cui saranno anche sentiti tutti i testimoni. «Chiediamo la visione di questo documento non per volontaria scenograficità, ma perché la riteniamo opportuna assieme all'escussione come testimone del giornalista (Giulio Golia, ndr), per spiegare le effettive condizioni prima, dopo e durante e per come si possono ricavare dalle immagini».

CITATO COME TESTIMONE ANCHE IL MEDICO DI WELBY. I pm hanno anche chiesto e ottenuto di acquisire al dibattimento una copia del codice penale svizzero, una brochure sulla clinica Dignitas in cui Dj Fabo è morto il 27 febbraio scorso, il certificato del dottor Veneroni sulle dimissioni dal reparto di unità spinale e sulla sua patologia, la certificazione clinica con l'anamnesi, le indicazioni delle terapie che seguiva e le posologie dell'assunzione dei farmaci. Tra i testimoni della procura la madre del 40enne e la fidanzata Valeria, il medico curante e un consulente dei pm. Citato anche il medico Mario Riccio, che staccò la spina a Piergiorgio Welby.

SUL WEB LA CAMPAGNA #CONCAPPATO. Nel giorno in cui parte il processo, sul web inizia anche la campagna #ConCappato. L'Associazione Luca Coscioni ha spiegato che servirà a «sostenere simbolicamente sui social, o più concretamente con una donazione sul sito concappato.associazionelucacoscioni.it» la battaglia del politico radicale.

PRESIDIO DEI RADICALI FUORI DAL TRIBUNALE. Dj Fabo, diventato cieco e tetraplegico dopo un incidente stradale nel 2014, è morto a 39 anni in una clinica svizzera col suicidio assistito. Cappato, continua l'Associazione Luca Coscioni, «si è esposto in prima persona con un atto di disobbedienza civile, per accelerare la regolamentazione sul fine vita in Italia, un tema attualmente affossato nelle aule del Senato». All'esterno di Palazzo di Giustizia i Radicali hanno organizzato un presidio.

I PM AVEVANO CHIESTO L'ARCHIVIAZIONE. I pm avevano chiesto nei mesi scorsi di archiviare l'inchiesta su Cappato, scattata dopo la sua autodenuncia, o di sollevare una questione di costituzionalità della norma sull'aiuto al suicidio.

IL GIP HA DECISO DIVERSAMENTE. Il gip Luigi Gargiulo, però, ha ordinato l'imputazione coatta: avendo prospettato a Dj Fabo una dolce morte qualora si fosse rivolto a alla struttura svizzera, Cappato, secondo il gip, non solo lo avrebbe aiutato a morire, ma avrebbe anche rafforzato il suo «proposito di suicidio». Per la procura, invece, avrebbe semplicemente aiutato una persona a esercitare il diritto di morire con dignità. Dopo l'imputazione coatta, Cappato ha scelto di andare direttamente a processo con rito immediato, saltando l'udienza preliminare.

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