A 4 anni muore di malaria a Brescia
9 Novembre Nov 2017 1909 09 novembre 2017

Bimba morta di malaria, l'Iss conferma: «Contagiata in ospedale»

La piccola di quattro anni deceduta il 4 settembre aveva contratto la malattia tropicale nel nosocomio di Trento: «Non per una zanzara, ma per un errore umano».

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Sofia, la bimba di quattro anni morta i primi di settembre di malaria, sarebbe stata contagiata all'ospedale di Trento. La Procura di Trento ha ricevuto dal Ministero della salute il rapporto dei tecnici dell'Istituto superiore di sanità relativo al caso della bambina. «Le autorità preposte cercheranno di comprendere come sia avvenuto il contagio, è una situazione particolarmente complessa ma mi sento confortata dal fatto che non vi siano focolai epidemici di malaria in giro per l'Italia», ha commentato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

Quella dell'Iss è una relazione di tre pagine, molto tecnica, che conferma lo stesso ceppo malarico riscontrato in una delle due bambine del Burkina Faso che si trovavano al S. Chiara di Trento nello stesso periodo in cui era ricoverata Sofia. Le bambine erano appena tornate da un viaggio con la famiglia nel Paese africano, dove la malaria è diffusissima, poi sono state curate e dimesse. Secondo i periti dell'Iss, il contagio sarebbe quindi avvenuto in ambito ospedaliero, proprio nel nosocomio trentino. I tecnici escludono anche che il veicolo dell'infezione sia stata una zanzara: se errore c'è stato, si è trattato - hanno commentato gli inquirenti - di una macroscopica falla nelle procedure, in sostanza un errore umano, non facilmente individuabile.

INCHIESTA CONTRO IGNOTI. La Procura di Trento, che sul caso ha aperto un'inchiesta per omicidio colposo contro ignoti, sta attendendo anche i risultati dei propri periti, che dovrebbero arrivare nei prossimi giorni, ad integrazione del materiale già in possesso. Un'indagine delicata e complessa, su cui si è pronunciata la ministra Lorenzin: «Sicuramente sull'infezione provocata dal contatto di sangue sono state scritte delle ricostruzioni molto lontane dal vero, ci sono stati invece fattori più complicati e la magistratura ci sta lavorando». Intanto il direttore generale dell'Azienda sanitaria di Trento, Paolo Bordon, informa che la speciale commissione interna, composta tra gli altri dal professor Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'Istituto nazionale delle malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, sta completando la relazione.

RICOVERATA A FINE AGOSTO. «Non appena la riceverò la consegnerò personalmente al procuratore dottor Marco Gallina», dice Bordon. «La verità è dovuta principalmente ai familiari della bambina, ma anche», sottolinea Bordon, «al nostro personale medico e infermieristico, che ha sempre lavorato con impegno e dedizione e che è molto provato da questa vicenda». La piccola Sofia si era sentita male ai primi di agosto, mentre era in vacanza con la famiglia a Bibione, in Veneto. Portata al pronto soccorso locale e poi all'ospedale di Portogruaro, era stata quindi trasferita al S. Chiara di Trento, nel reparto di pediatria, dove in quei giorni si trovavano altre due bambine con la malaria. Sofia era quindi stata dimessa il 21 agosto, ma dopo dieci giorni era stata riportata in ospedale con la febbre alta. Dopo una prima diagnosi, di laringite, nel sangue della piccola venne trovato il Plasmodium falciparum, una delle specie di parassita che causano la malaria. Sofia intanto entrò in coma e venne trasferita d'urgenza a Brescia, dove però morì il 4 settembre.

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