Casapound
9 Novembre Nov 2017 1417 09 novembre 2017

Casapound, la crescita di consenso e la presenza nei Comuni

Non solo a Ostia dove al primo turno sono arrivati al 9%: i neofascisti crescono un po' ovunque. A Lucca sono la terza forza politica davanti al M5s mentre a Todi siedono in maggioranza. Nel 2016 invece col 6% portarono 3 consiglieri a Bolzano. La mappa.

  • Paolo Martini
  • ...

Giovedì sera alle 21 Simone di Stefano, leader nazionale di CasaPound, si confronterà con David Parenzo. Il partito più citato degli ultimi due giorni torna a confrontarsi con giornalisti noti, come era successo qualche settimana fa con Corrado Formigli ed Enrico Mentana. La strategia comunicativa è stata sicuramente efficace, ha dato visibilità ai volti dei militanti e spazi in programmi televisivi. Non a caso sui social network i confronti fanno discutere e dividono.

LA CASA E GLI ALTRI CAVALLI DI BATTAGLIA. La sede centrale di CasaPound si trova a Roma, in via Napoleone III; palazzo a due passi dalla stazione Termini e dalla multietnica piazza Vittorio, occupato «a scopo abitativo». L'associazione occupa questo palazzo di proprietà demaniale da quasi 15 anni dove pare vivano ancora una ventina di famiglie. La dicitura "emergenza abitativa" accomuna almeno un centinaio di immobili che nella capitale i movimenti per il diritto alla casa – di estrema destra e di estrema sinistra – hanno occupato. Del resto la lotta al «disagio abitativo» è uno dei cavalli di battaglia dei neofascisti insieme col reddito di natalità per bambini nati italiani (i soldi si troverebbero tagliando le spese per i centri per immigrati) e con la difesa degli operai contro i banchieri centrali.

Formigli al confronto con Di Stefano di CasaPound..

Come tutti i movimenti con un qualche radicamento sociale, CasaPound si finanzia attraverso il tesseramento e il 5 per mille: è possibile infatti destinare fondi ai neofascisti indicando nella dichiarazione dei redditi o nel Cud la onlus l’Isola delle Tartarughe. Presente nel registro delle onlus beneficiarie dal 2008, nell'ultimo elenco dell'Agenzia delle Entrate risulta aver incassato oltre 40 mila euro. La tessera, invece, costa 15 euro e i tesserati sono oltre 6 mila distribuiti su un centinaio di sedi in ogni regione italiana, compresa la Val D’Aosta. Le ultime inaugurate sono ad Alba Adriatica, a Pietrasanta, a Riva del Garda. In molte sedi è presente lo sportello Dillo a Casapound dedicato ai concittadini bisognosi di assistenza legale o fiscale.

UNA GALASSIA DI ASSOCIAZIONI. Non solo. Una rete di associazioni fa da costellazione al partito: ci sono gli studenti del Blocco Studentesco, i volontari del gruppo di protezione civile La Salamandra, che raccoglie indumenti e coperte per i senzatetto, gli Impavidi destini che si occupano di disabili, persino gli animalisti de La Foresta che avanza. Fino alla onlus internazionalista, Solidarité Identités, organizzazione di volontariato con progetti in Siria, Palestina, Kosovo. Anche queste associazioni possono ricevere finanziamenti, partecipare a bandi, raccogliere fondi da convogliare verso la casa madre.

Luca Marsella, ex candidato alla presidenza del X Municipio.

A Ostia, dove è avvenuta la brutale aggressione della troupe di Nemo da parte di Roberto Spada, col 9% ottenuto al primo turno è il vero ago della bilancia nel ballottaggio tra la candidata presidente del Movimento 5 Stelle Giuliana Di Pillo e la candidata di centrodestra Monica Picca: ha un elettorato motivato e militante, anche grazie a un innegabile radicamento nel territorio. Dal canto suo, l'ex candidato di CasaPound alla carica di minisindaco, Luca Marsella, si è tirato fuori dai giochi non dando indicazioni di voto. «Diciamo ai nostri elettori», ha dichiarato, «di non andare alle urne, di andare al mare anche con il brutto tempo. Non sosteniamo nessuno al ballottaggio».

L'IPOTETICO APPOGGIO AL M5S. Va detto, poi, che non è affatto scontato che gli elettori di estrema destra appoggeranno al secondo turno Picca. Intervistata qualche giorno fa, la candidata di Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Forza Italia ha messo le mani avanti: «Queste logiche della vecchia politica non mi appartengono», ha commentato. Nello stesso tempo, però, si diceva abbastanza sicura che gli elettori di Luca Marsella avrebbero preferito il M5s, «un Movimento fondato sull’incompetenza e sull’immobilismo».

LA PRESA DI DISTANZA DI MELONI. Di sicuro i rapporti tra CasaPound e il centrodestra – in particolare Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni – non sono idilliaci. La leader del partito ha sempre tenuto a marcare le distanze dal partito con il simbolo della tartaruga frecciata che a Ostia invece era appoggiato dal Polo sovranista, formazione politica di Gianni Alemanno e Francesco Storace. Non a caso Alemanno, dopo le elezioni, ha detto «se la Picca ci contatta, valuteremo».

LE ACCUSE DI STRUMENTALIZZAZIONE. Una cosa è certa: sul voto nel X Municipio di Roma peseranno sicuramente l’aggressione e l’ondata di indignazione che ne è seguita. Per questo CasaPound ha gridato alla strumentalizzazione e alla macchina del fango. Carlotta Chiaraluce, capolista, su Fb ha commentato: «Le state inventando tutte pur di delegittimare il nostro risultato. State sfiorando il ridicolo quando addirittura dite di voler rimettere in discussione le elezioni stesse». E, ancora: «Visto che vi siete fatti tutti esperti di sodalizi, clan, e malavita è evidente che avete tralasciato la matematica perché se noi a Nuova Ostia abbiamo preso il 19%, e ci è scattato solo un seggio in consiglio, ma il restante 81% chi cazzo lo ha preso? E come mai non vi interessa?!».

Le state inventando tutte pur di delegittimare il nostro risultato. State sfiorando il ridicolo quando addirittura...

Geplaatst door Carlotta Chiaraluce op woensdag 8 november 2017

La crescita di CasaPound si registra un po' ovunque, non solo a Ostia. A Lucca alle Amministrative di giugno prese l’8% diventando la terza forza politica, dietro a centrodestra e centrosinistra e davanti al M5s. Nella stessa tornata elettorale, a Todi i neofascisti sono entrati in consiglio comunale all'interno della maggioranza, sostenendo il sindaco di centrodestra Antonino Ruggiano, che affermò: «La cosa peggiore è ghettizzarli, sono dei bravi ragazzi». E Andrea Nulli, il consigliere comunale "da non ghettizzare", pochi giorni fa ha ottenuto il voto su una risoluzione per non rinnovare le convenzioni del Comune per i programmi di accoglienza ai rifugiati.

L'EXPLOIT DI BOLZANO. La vera sorpresa elettorale, però, è stata a maggio 2016, alle Comunali di Bolzano quando la lista di CasaPound conquistò il 6%. Pochi mesi prima del voto, nel capoluogo altoatesino i neofascisti erano stati protagonisti di un episodio di violenza: un consigliere di circoscrizione, Davide Bracaglion, ora è sotto processo per lesioni gravi per aver aggredito un 17enne "colpevole" di avere Bella Ciao come suoneria del cellulare e di essere passato nel momento sbagliato davanti alla sede. L’episodio evidentemente non ebbe conseguenze negative sull’esito elettorale. Oggi i consiglieri comunali di CasaPound sono tre.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Correlati

Potresti esserti perso