Sigarette In Vaticano
9 Novembre Nov 2017 1553 09 novembre 2017

Il Papa blocca la vendita di sigarette in Vaticano

Greg Burke, direttore della stampa vaticana ha comunicato che il Santo Padre ha deciso di che terminerà la vendita di sigarette ai propri dipendenti a partire dal 2018.

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Papa Francesco «ha deciso che il Vaticano terminerà la vendita di sigarette ai propri dipendenti a partire dal 2018. Il motivo è molto semplice: la Santa Sede non può contribuire ad un esercizio che danneggia chiaramente la salute delle persone». Lo ha riferito il direttore della sala stampa vaticana Greg Burke. «Secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità», ha ricordato Greg Burke, «ogni anno il fumo è la causa di oltre sette milioni di morti in tutto il mondo. Nonostante le sigarette vendute ai dipendenti e pensionati del Vaticano ad un prezzo scontato siano fonte di reddito per la Santa Sede, nessun profitto può essere legittimo se mette a rischio la vita delle persone», ha concluso il direttore della sala stampa vaticana riportando la volontà del Papa.

È un gesto simbolicamente molto importante quello del Vaticano, che dal 2018 vieterà la vendita di sigarette. Un gesto di difficile attuazione in uno stato laico come ad esempio l'Italia, ma che potrebbe stimolare il nostro governo adeguarsi ai Paesi del Nord Europa, che hanno stabilito un costo della sigaretta molto più elevato del nostro, in alcuni casi addirittura il doppio. A spiegarlo è stato Ugo Pastorino, direttore della chirurgia toracica dell'Istituto nazionale tumori di Milano, responsabile del programma di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori polmonari.

UN SEGNALE PER I GRUPPI PIU' DEBOLI. «Sappiamo da anni che la leva economica è la principale possibilità di ridurre il consumo di tabacco, particolarmente nei gruppi più a rischio, più sensibili all'aspetto economico come poveri e giovani fa bene il Santo Padre con questa decisione, è un esempio simbolico pratico e concreto. Specialmente alla luce di una visione planetaria, globale del mondo, in cui purtroppo il consumo di tabacco è in tendenziale diminuzione nei Paesi ricchi anche se rimane troppo alto, mentre è in enorme aumento nei Paesi poveri e sottosviluppati», ha detto ancora l'esperto che ha poi fatto l'esempio della Cina, «è il Paese in cui c'è il più grande incremento del consumo di tabacco. La Santa Sede è disposta a rinunciare a un guadagno per un valore da difendere, quello della salute».

AZIONE IMPORTANTE ANCHE PER LE GIOVANI DONNE. «Non possiamo accettare», ha aggiunto Pastorino, «che un certo tipo di stile di vita che sappiamo essere causa di grave sofferenza e morte prematura sia considerato come normale. È particolarmente importante nei confronti in Italia dell'abitudine al fumo nelle giovani donne, in incremento specialmente negli ultimi anni, in particolare l'ultimo, una cosa allarmante. Qualsiasi segnale di senso diverso da una cinica tolleranza è importante, una presa di posizione da parte di una persona autorevole che ha io penso la capacità di convincere molte persone. Il tabacco è un nemico a qualsiasi livello e in qualsiasi dose e non produce benefici».

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