TRENTINO ALTO ADIGE 7
9 Novembre Nov 2017 1918 09 novembre 2017

Lavoro domenicale e festivo, l'Alto Adige dice no

Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato una mozione ad hoc. Il documento impegna la Giunta a far osservare le giornate di riposo. Ok all'unanimità.

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«Der Sonntag ist heilig», la domenica è sacra. Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato una mozione contro il lavoro nelle giornate domenicali e festive. Il documento, presentato da Andrea Pöder del partito della destra sudtirolese Bürger Union, impegna la Giunta provinciale ad adoperarsi per far osservare il riposto e a esprimersi «contro il lavoro domenicale nei settori in cui non risulti assolutamente necessario, nonché ad adottare misure che contribuiscano a limitare le aperture domenicali e festive».

D'ACCORDO ITALIANI E TEDESCHI. La mozione è stata approvata all'unanimità. In Alto Adige il riposo domenicale è, infatti, uno dei pochi temi che unisce e non divide e che vede d'accordo italiani e tedeschi, Chiesa e sindacati. Nel 2009 è stata costituita l'Alleanza per la domenica libera dal lavoro. Ne fa parte la Diocesi di Bolzano-Bressanone, i membri del Forum Cattolico (Associazioni cattoliche di lingua tedesca e ladina), la Consulta delle Aggregazioni Laicali (Associazioni cattoliche e movimenti religiosi), come anche Cgil-Agb, Uil-Sgk e Cisl-Sgb, il sindacato sudtirolese di lingua tedesca Asgb e l'Unione commercio turismo (Hds-Unione), che ha funzione di osservatorio.

IL RIFERIMENTO ALL'EDITTO DI COSTANTINO. «Non abbiamo bisogno dei negozi aperti di domenica», è stato lo slogan di una recente campagna di sensibilizzazione faceva riferimento all'Editto dell'Imperatore Costantino del 3 marzo 321, in cui «si posero le basi giuridiche per la nascita della domenica libera dal lavoro». Pöder, presentando la mozione in consiglio, ha ricordato che il tribunale amministrativo federale tedesco ha difeso la domenica non lavorativa privilegiando il riposo festivo al desiderio di voler subito soddisfatto un bisogno estemporaneo.

ECCEZIONI PER IL COMMERCIO DI VICINATO. Sven Knoll (Südtiroler Freiheit) ha ribadito la specificità altoatesina del commercio di vicinato. In alcune situazioni i negozi possono restare aperti, per esempio nelle stazioni, ma questa deve essere l'eccezione. La Svp ha quindi appoggiato la mozione, chiedendo però una lieve modifica della parte impegnativa, al fine di «prendere misure adatte» per garantire il riposo domenicale.

L'UNICA VOCE FUORI DAL CORO. L'unica voce fuori dal coro è stata invece quella di Alessandro Urzì (L'Alto Adige nel cuore) che ha contestato la proposta, trattandosi di una visione «retrograda e bigotta, che soffoca l'Alto Adige». Alla votazione è stato assente per motivi personali, così la mozione è passata all'unanimità.

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