Spada
9 Novembre Nov 2017 1513 09 novembre 2017

Ostia, perché Roberto Spada è stato arrestato

Il giornalista di Nemo Piervincenzi ha sporto denuncia a più di 24 ore di distanza dai fatti. E il reato, sulla base della prognosi, è di lesioni lievi. Ma è stata riconosciuta l'aggravante del contesto mafioso.

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Aver rotto il setto nasale con una testata al giornalista di Nemo Daniele Piervincenzi non aveva ancora condotto all'arresto di Roberto Spada, fratello minore di Carmine, capoclan di Ostia condannato in primo grado a 10 anni di carcere per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Poi, il 9 novembre, le cose sono cambiate e i carabinieri lo hanno fermato. Ecco perché e che cosa prevede il codice di procedura penale in questi casi.

LA DENUNCIA E IL REATO CODIFICATO. La Direzione distrettuale antimafia della procura di Roma aveva aperto un'inchiesta non appena ricevuta la denuncia dell'aggressione, ma Spada non è stato arrestato subito perché era caduta la flagranza di reato, dal momento che Piervincenzi si era rivolto alle forze dell'ordine a più di 24 ore di distanza dai fatti. La prognosi del reporter, inoltre, è di 20 giorni, termine che circoscrive il reato nell’ambito delle lesioni lievi. Si tratta di una fattispecie punita con pene dai sei mesi ai tre anni, mentre l’arresto scatta per quei reati la cui pena minima è di cinque anni.

PROGNOSI DI 40 GIORNI PER LE LESIONI GRAVI. Per le lesioni lievi il processo si svolge davanti al giudice di pace, in seguito alla querela della persona offesa. Il reato di lesioni gravi, al contrario, non è risultato configurabile, perché prevede conseguenze per la salute della vittima che non si sono verificate ed esige in ogni caso una prognosi superiore ai 40 giorni. Insomma: se il reato fosse rimasto quello di lesioni lievi, Spada sarebbe rimasto a piede libero.

LE AGGRAVANTI PREVISTE. Per far scattare le manette occorrono infatti le aggravanti descritte dall'artico 583 del codice penale, che prevedono una pena dai sei ai 12 anni e vengono accertate quando la vittima delle lesioni non può guarire, perde uno dei cinque sensi, un arto, un organo, diventa inabile alla procreazione oppure se il suo viso viene deformato o sfregiato in modo irreparabile.

LA STRADA DELLA PERICOLOSITÀ SOCIALE. C'è però anche un’altra strada: l’arresto, infatti, è possibile quando la gravità del fatto, o la pericolosità sociale dell’individuo che lo ha commesso, lo giustificano. Ed è proprio questo che le indagini della procura di Roma hanno appurato: Roberto Spada è stato fermato con l'accusa di lesioni e violenza privata, con l'aggravante di aver agito in un contesto mafioso.

LE MOTIVAZIONI DEGLI INQUIRENTI. Secondo gli inquirenti, infatti, con quella testata Spada avrebbe commesso un'azione plateale davanti a numerosi testimoni, al fine di riaffermare la sua figura all'interno del territorio di Ostia. Un atteggiamento che rientra nelle dinamiche tipicamente mafiose.

PIERVINCENZI: «L'ARRESTO? NON MI FA EFFETTO». L'arresto di Spada, ha detto Piervincenzi, «non mi fa nessun effetto, anzi ci vedo anche un po' di ipocrisia. È stato arrestato perché ha aggredito un giornalista, ma lì si spaccano nasi tutti i giorni». L'operatore Edoardo Anselmi «ha subito un trauma cranico per difendere la telecamera, è stato aggredito dal guardaspalle di Spada, ha preso tanti colpi e ha continuato a girare. Io ho capito subito che mi aveva rotto il naso. Per comodità volevamo andare all'ospedale Grassi, ma non ce la siamo sentita di rimanere ad Ostia».

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