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9 Novembre Nov 2017 1749 09 novembre 2017

Zagaria, il boss chiede un risarcimento alla Rai per la fiction

La richiesta del capo dei Casalesi, detenuto a Milano al 41 bis: 100 mila euro per danni d'immagine, da devolvere in beneficenza.

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Il boss Michele Zagaria.

Il boss Michele Zagaria ha chiesto alla Rai 100 mila euro di risarcimento, da devolvere in beneficenza, come corrispettivo per i presunti danni causati alla sua immagine dalla fiction Sotto copertura 2 - La cattura di Zagaria. A dare la notizia l'avvocato Barbara Lettieri, dello studio legale Sartoris Lettieri di Cuneo, che assiste il capo del clan dei Casalesi detenuto al 41 bis nel carcere milanese di Opera.

RICORSO AL TRIBUNALE DI ROMA. «Dopo avere visto la prima puntata della fiction», ha detto l'avvocato, «abbiamo chiesto alla Rai di sospendere la trasmissione. Non si può mandare in onda una fiction che offende la verità. Abbiamo ricevuto una risposta negativa e quindi abbiamo presentato un ricorso cautelare al Tribunale di Roma, che ha fissato l'udienza per il prossimo 28 novembre».

«IMMAGINE DA TUTELARE». Dopo la fine della serie tivù si è scatenata una lite tra i familiari del capoclan, la società produttrice Lux Vide e la Rai. In una lettera indirizzata alla redazione del quotidiano Il Mattino dallo studio legale Sartoris Lettieri, a nome e per conto di Michele Zagaria e della sua famiglia, vengono segnalate «inesattezze e falsità che i nostri assistiti hanno già evidenziato ai vertici della Lux Vide e della stessa Rai». I legali annunciano quindi, a nome di Zagaria, di aver depositato un ricorso «al fine di difendere e tutelare l'immagine e l'identità personale» del boss.

TUTTI GLI ALTRI PERSONAGGI HANNO NOMI DI FANTASIA. Nella serie il personaggio di Michele Zagaria era interpretato dall'attore Alessandro Preziosi, che ha raccontato di essersi ispirato a Ben Gazzarra nel film Il camorrista, diretto dal premio Oscar Giuseppe Tornatore, che racconta la figura di Raffaele Cutolo. In quella pellicola, però, Cutolo non veniva mai citato. Si parlava genericamente di un «professore di Vesuviana», mentre nella fiction terminata lunedì 6 novembre l'unico nome reale è proprio quello di Zagaria. Tutti gli altri protagonisti della vicenda hanno nomi di fantasia, a cominciare dall'ex capo della Squadra Mobile Vittorio Pisani.

COSA NON È PIACIUTO AL BOSS. Secondo gli avvocati del capoclan, «ciò che viene narrato non è assolutamente realistico e molti sono i particolari inventati dagli sceneggiatori. Uno fra tutti, e forse il più grave, quello che dipinge Michele Zagaria come un uomo attratto sessualmente dalla giovane figlia della famiglia che per anni lo ha ospitato. Cosa che ha profondamente offeso e disgustato il nostro assistito. Fin dove si può spingere la finzione?».

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