Spada a Gip, io provocato da giornalista
11 Novembre Nov 2017 1610 11 novembre 2017

A Ostia corteo contro le mafie e Spada accusa il giornalista di averlo provocato

Il gip ha confermato l'arresto e riconosciuto l'aggravante del metodo mafioso. Il corteo contro la criminalità organizzata e la violenza si chiude tra le polemiche. L'Anpi: «Noi al servizio di tutti gli antifascisti». Ma dai manifestanti insulti ai giornalisti.

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C'è voluta la testata di Roberto Spada ai giornalisti di Nemo e CasaPound che ha triplicato i suoi voti perché si tornasse a dare attenzione ad Ostia. L'11 novembre al corteo indetto dalla sindaca Viriginia Raggi contro le mafie si sono presentate associazioni, l'Anpi, esponenti della giunta e del consiglio comunale di Roma, molti deputati 5 Stelle e politici come Stefano Fassina. Lo striscione che ha aperto la manifestazione recita: «Casa, lavoro, dignità. No alla violenza fascista e mafiosa». «Le istituzioni non hanno dato le risposte che il popolo cercava, noi siamo l'antidoto alla mafia», ha urlato un ragazzo al megafono. Il presidente provinciale dell'Anpi Fabrizio De Sanctis ha spiegato perché ha voluto esserci: «Noi partecipiamo e ci mettiamo al servizio di tutti gli antifascisti per dire no alla violenza fascista mafiosa e criminale».

RAGGI: MANIFESTAZIONE DI CITTADINI. La sindaca Raggi ha sottolineato che si tratta di un evento non legato a una forza politica particolare: «Questa è una manifestazione di cittadini che si riconoscono nei valori della legalità e vogliono contrastare criminalità e mafie. Io ho cercato di rilanciare e dare voce». Alcuni manifestanti, quando l' hanno vistao con i giornalisti alla testa del corteo, le hanno chiesto di mettersi dietro. Mentre altri l'hanno applaudita al coro di "brava". Ma le polemiche non si sono placate. Il centrodestra ha accusato il Movimento 5 Stelle di aver utilizzato il corteo per propaganda elettorale. Mentre il Partito democratico lo ha attaccato per gli insulti arrivati ai giornalisti proprio in una manifestazione nata in difesa di un cronista.

INSULTI AI GIORNALISTI. Durante lo svolgimento della manifestazione, sia prima della separazione dei due tronconi sia durante l'assemblea cittadini nella quale si è fermata una parte del corteo, alcuni manifestanti si sono sfogati sia contro le istituzioni sia contro i giornalisti, rei «di essere dei servi» presenti solo in alcune occasioni e «mai a raccontare ogni giorno le difficoltà del territori».

Poche ore prima, Roberto Spada aveva risposto al gip nel corso dell'interrogatorio di convalida del fermo richiesto dalla procura. Nelle due ore di fronte al giudice Spaga ha ammesso di aver aggredito Daniele Piervincenzi, ma ha dichiarato: «Quella testata è stata data perché sono stato provocato dal giornalista». «Non mi riconosco in quel video. So di aver fatto una fesseria a comportarmi in quel modo. Quando è entrato in palestra mi sono innervosito», ha argomentato Spada.

CONFERMATO IL CARCERE E AGGRAVANTE MAFIOSA. Il gip Anna Maria Fattori ha fatto sapere in serata che l'uomo resterà in carcere. Per lui Fattori ha riconosciuto l'aggravante del metodo mafioso: L'aggressione brutale, in un luogo pubblico, davanti a telecamere e testimoni, è il ragionamento del giudice, voleva riaffermare la propria forza e capacità di intimidazione. Un modus operandi con cui Spada ha voluto ribadire il potere in un territorio caratterizzato da uno stato di assoggettamento e da una garanzia di impunità. La persona che era con lui al momento della violenza resta ricercata, perché Spada non ha fornito elementi utili per individuarla.

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