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Brizzi
13 Novembre Nov 2017 0923 13 novembre 2017

Molestie, Fausto Brizzi tra macchina del fango e omertà

O il regista è vittima di una congiura, oppure le allusioni smascherano la miseria dei Peter Pan nostrani, autori di film di successo in cui i maschi sono incorreggibili adultescenti e le femmine delle cagacazzo. Entrambe sono ipotesi inquietanti.

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Qualcuno quest’anno non mangerà il cinepanettone. E forse alleggerire un po’ la pantagruelica infornata di film natalizi italiani non sarebbe un male, se a rischiare di essere espunto dalla programmazione non fosse il sequel di uno dei meno peggio del 2016, Poveri ma ricchissimi. Esiste anche la possibilità che venga distribuito, ma senza il nome del regista, Fausto Brizzi, travolto da accuse, copiose ma ancora non dimostrate, di molestie.

IL REBUS E LA "CONDANNA". Alcune accusatrici nelle interviste rilasciate alle Iene che hanno fatto divampare il caso, solo ora fatto esplicitamente il suo nome. Attrici coperte dall’anonimato raccontano in tivù che il regista di Notte prima degli esami, Maschi contro femmine e Femmine contro maschi, nonché autore di libri di successo, ultimo dei quali Ho sposato una vegana le ha molestate.

A Cinecittà tutto potrebbe risolversi in una commedia alla Brizzi: femmine contro maschi, maschi contro femmine, dove le femmine hanno ragione ma i maschi sono quelli simpatici

Delle due l’una: o il «regista renziano», come lo chiama Il Giornale, è vittima di una congiura di rosiconi di cui fanno le spese non solo lui ma anche la sua famiglia, o tutti sapevano da anni, e ora è scoppiata la bomba. Entrambe le ipotesi sono inquietanti, la prima perché vedrebbe in azione una spaventosa macchina del fango, la seconda perché smaschererebbe le miserie e le omertà del giro di potenti Peter Pan da cui escono tante commedie di successo in cui i maschi sono sempre incorreggibili adultolescenti e le femmine sostanzialmente delle cagacazzo.

UNA DIFESA ALLA WEINSTEIN. Fausto Brizzi nega tutto e querela, dichiarando di non aver mai avuto rapporti non consenzienti e condivisi; la stessa tesi, ahimé, sostenuta da Harvey Weinstein, uno che tentava di buttar giù a spallate le porte delle ragazze che lo respingevano. Se succede regolarmente al teatro dell’Opera di Stoccolma, nell’emancipatissima e apparentemente antisessista Svezia, figuriamoci a Cinecittà. Ma a Stoccolma la voglia di verità e pulizia è forte e decisa, mentre a Cinecittà tutto potrebbe risolversi in una commedia alla Brizzi: femmine contro maschi, maschi contro femmine, dove le femmine hanno ragione ma i maschi sono quelli simpatici.

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