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13 Novembre Nov 2017 1300 13 novembre 2017

Pordenone, vittima di pedofilia accoltella il presunto "orco"

La vittima di alcuni episodi di pedofilia, subiti quando era minorenne, ha accoltellato il presunto «orco», un uomo di 48 anni che ora è ricoverato in gravi condizioni.

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La vittima di alcuni episodi di pedofilia, subiti quando era ancora minorenne, ha accoltellato, la notte tra il 12 e 13 novembre, il presunto «orco»: l'episodio è avvenuto poco dopo mezzanotte, a San Vito al Tagliamento (Pordenone). Il ferito, che ha 48 anni, è ricoverato in ospedale a San Vito al Tagliamento in prognosi riservata. L'aggressore, che ha 23 anni, è stato immediatamente fermato dai Carabinieri della Compagnia di Pordenone, ai quali si è costituito un'ora dopo l'accoltellamento.

INDAGINI SUL GIOVANE FIN DAI PRIMI MINUTI. Sulle identità delle persone coinvolte gli investigatori non hanno dato conferme perché collegate a una precedente indagine per pedofilia che aveva portato alla misura degli arresti domiciliari per l'aggredito e in cui era coinvolto, come vittima, il suo aggressore. L'accoltellamento è avvenuto nella casa dell'uomo: il ferito, poco prima di perdere conoscenza, è riuscito a indicare, al personale di soccorso e ai Carabinieri, l'identità del suo aggressore, che già conosceva. Per questo motivo, prima ancora che si costituisse, i Carabinieri avevano concentrato le ricerche nella casa del giovane e nelle sue vicinanze. Il giovane si è costituito in caserma poco più tardi, assumendosi la responsabilità dell'accaduto. Il paziente è stato ricoverato d'urgenza nel reparto Terapia intensiva dell'ospedale di San Vito al Tagliamento: le condizioni critiche impediscono per il momento il trasferimento in una struttura maggiormente attrezzata.

IL PRESUNTO MOLESTATORE SAREBBE UN MEDICO. La persona in fin di vita è un medico, ex allenatore di calcio giovanile. Il professionista, stando a quanto trapelato finora, alcuni anni fa aveva dato ospitalità al ragazzo fino a quando la madre del giovane lo aveva accusato di episodi di molestie sessuali verso il figlio. Il processo nei confronti del medico, che ha sempre respinto le accuse, anche nel periodo in cui, la scorsa primavera, era finito agli arresti domiciliari, è tuttora in corso. Le indagini sono state coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia, che si occupa delle indagini relative all'adescamento di minori via internet. Nei computer del professionista, a casa e al lavoro, erano state trovate immagini pedopornografiche di cui, però, l'uomo aveva sempre negato la paternità.

DOPPIO INTERVENTO PER L'AGGREDITO. Il presunto pedofilo è stato sottoposto a un intervento chirurgico di urgenza finalizzato a fermare una vasta emorragia. Successivamente il professionista ha subito un secondo intervento al temine del quale il quadro clinico, hanno riferito i sanitari dell'ospedale di San Vito al Tagliamento, dove è ricoverato, sembra essersi stabilizzato. La prognosi resta strettamente riservata. Quanto alla situazione giudiziaria dell'uomo, la scorsa primavera era stato posto agli arresti domiciliari, periodo durante il quale era stato sospeso in via cautelare dalla direzione dell'Azienda per l'assistenza sanitaria di Pordenone. Il provvedimento di sospensione, però, fu reso inefficace dalle disposizioni del giudice che consentì al medico di svolgere la propria attività professionale seppure nel regime di arresti domiciliari. Alcune settimane più tardi il medesimo giudice aveva revocato le restrizioni della libertà personale in attesa del processo.

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