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16 Novembre Nov 2017 1737 16 novembre 2017

Mafia, Totò Riina è in fin di vita

Il boss corleonese, che appena compiuto 87 anni, è in coma da qualche giorno dopo due interventi chirurgici. Le sue condizioni sono disperate. Il ministro Orlando autorizza i figli a fargli visita.

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È in fin di vita il boss corleonese Totò Riina. Malato da tempo, è ricoverato nel reparto detenuti dell'ospedale di Parma. Il capomafia, in coma da giorni dopo due interventi chirurgici, ha compiuto 87 anni il 16 novembre. Arrestato il 15 gennaio del 1993 dopo 24 anni di latitanza, è ancora considerato dagli inquirenti il capo indiscusso di Cosa nostra.

Riina sta scontando 26 condanne all'ergastolo per decine di omicidi e stragi tra le quali quella di viale Lazio, gli attentati del 1992 in cui persero la vita Falcone e Borsellino e quelli del 1993, nel Continente. Sua la scelta di lanciare un'offensiva armata contro lo Stato nei primi Anni 90. Mai avuto un cenno di pentimento, irredimibile fino alla fine, solo tre anni fa, dal carcere parlando con un co-detenuto, si vantava dell'omicidio di Falcone e continuava a minacciare di morte i magistrati.

I MEDICI: «SALUTE ORMAI COMPROMESSA». L'ultimo processo a suo carico, ancora in corso, è quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui è imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato. Nelle ultime settimane Riina è stato operato due volte. I medici hanno da subito avvertito che difficilmente il boss,le cui condizioni sono da anni compromesse, avrebbe superato gli interventi.

ORLANDO CONCEDE AI FAMIGLIARI DI STARGLI VICINO. Con il parere positivo della procura nazionale antimafia e dell'amministrazione penitenziaria, il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha firmato il permesso per i figli di Totò Riina che potranno stargli vicino, nella struttura sanitaria di Parma. Nel dettaglio il permesso riguarda i figli, la moglie e i parenti più stretti che saranno autorizzati a stare vicini al congiunto. Intanto nella stessa giornata Salvo Riina, il terzogenito dei quattro figli di Totò Riina e Ninetta Bagarella, ha scelto Facebook per fare gli auguri al padere: «Per me tu non sei Totò Riina, sei il mio papà. E in questo giorno per me triste ma importante ti auguro buon compleanno papà. Ti voglio bene, tuo Salvo».

Totò Riina in una delle ultime apparizioni nell'ultimo processo in cui è imputato.

A luglio scorso il tribunale di sorveglianza di Bologna aveva rigettato la richiesta di differimento della pena per Totò Riina avanzata dai suoi legali. Il capo dei capi di Cosa nostra, in coma da giorni, è rimasto nel reparto detenuti dell'ospedale in regime di 41 bis. I giudici hanno ritenuto che il boss 87enne fosse curato nel migliore dei modi nell'ospedale emiliano. La decisione ha fatto seguito al provvedimento con cui la Cassazione aveva chiesto alla Sorveglianza di motivare meglio la compatibilità con il regime carcerario del boss malato. Riina ha sì molte malattie, alcune legate all'età, ma è assistito quotidianamente con «estrema attenzione e rispetto della sua volontà, al pari di qualsiasi altra persona che versi in analoghe condizioni fisiche», hanno scritto i magistrati. Condizioni che, per il collegio, non riducono il pericolo: Riina è «vigile» e «lucido» e non è cambiato.

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