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16 Novembre Nov 2017 1307 16 novembre 2017

Pensioni, Cgil: il piano del governo salva solo 4 mila lavoratori

Secondo uno studio del sindacato la proposta di Palazzo Chigi colpirebbe solo il 2,18% delle uscite e che le proposte costerebbero appena 61 milioni.

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La proposta del governo sulla previdenza è «insufficiente sia dal punto di vista delle misure presentate sia da quello dei lavoratori coinvolti. L'esenzione dall'aumento dell'età pensionabile a 67 anni nel 2019, coprirà solo 4.305 persone, il 2,18% delle uscite per pensionamento anticipato e di vecchiaia, e anche quanto previsto per la previdenza complementare avrà un impatto irrisorio». È quanto si legge in uno studio della Cgil. Nel triennio 2018-2020 i costi delle misure proposte dal governo sarebbe di appena 61 milioni.

MISURE TARATE PER IL 2% DEGLI INTERESSATI. La proposta sull'esenzione di 15 categorie di lavoratori dall'aumento di cinque mesi per l'età di vecchiaia che scatterà nel 2019, si legge nell'analisi della Cgil, salvaguarderà dall'aumento solo 4.305 lavoratori (3.639 lavoratori nel settore privato e 666 nel settore pubblico). La maggior parte dei lavoratori di queste categorie, infatti, esce dal lavoro con i contributi necessari all'uscita anticipata. La mancanza di interventi di blocco anche sull'anzianità da parte del governo (i contributi necessari all'uscita passeranno nel 2019 da 42 anni e 10 mesi a 43 anni e tre mesi per gli uomini) farà sì che le misure complessive coinvolgeranno solo il 2,18% delle uscite totali.

SOLO DUE MISURE DEL GOVERNO AVRANNO EFFETTI. Il costo della misura del governo, ha sottolineato la Cgil, impatterà sul sistema previdenziale solo a partire dal 2019, e nel triennio sarà pari a 46 milioni Solo due delle sette misure, ha detto Ezio Cigna, responsabile previdenza pubblica della Cgil nazionale, nel presentare l'Analisi, ovvero l'esenzione dall'innalzamento dell'età pensionabile e la previdenza integrativa nel pubblico impiego, avranno un'incidenza dal punto di vista dell'impegno economico.

COSTO DEL PACCHETTO DI SOLI 60 MILIONI. Le misure inerenti la previdenza complementare, ossia l'equiparazione fiscale per i dipendenti pubblici e il silenzio/assenso per le nuove e future assunzioni nel pubblico impiego, nel triennio incideranno per 11,5 milioni a causa delle minori entrate Irpef per lo Stato, e per 4,27 milioni per la percentuale a carico del datore di lavoro pubblico a causa dell'aumento stimato delle adesioni (1,4% annuo). Il totale dei costi del pacchetto ammonta quindi a 61,8 milioni nel triennio (concentrati nel 2019 e 2020).

CIGL: «PROPOSTE IRRILEVANTI». «L'irrilevanza delle proposte del governo sulle pensioni, evidenziata dai dati concreti conferma che gli impegni sottoscritti l'anno scorso con il sindacato sono stati sostanzialmente disattesi. Ci auguriamo che l'Esecutivo sabato consegni un documento con contenuti profondamente diversi da quelli illustrati nei precedenti incontri su giovani, donne, previdenza complementare e aspettativa di vita«, ha detto il segretario confederale della Cgil Roberto Ghiselli.

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