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24 Novembre Nov 2017 1215 24 novembre 2017

Black Friday, sciopero contro Amazon a Piacenza e in Germania

Nell'hub italiano di Castel San Giovanni è guerra tra sindacati e azienda sui numeri dell'adesione. Proteste anche in nove stabilimenti di sei città tedesche.

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Qualche momento di tensione, ma senza mai sfiorare il rischio di incidenti, c'è stato in mattinata davanti ai cancelli del magazzino di Amazon a Castel San Giovanni, nel polo logistico piacentino, per la partecipazione alla manifestazione del sindacato autonomo Si Cobas. I Cobas non sono presenti nell'organizzazione sindacale interna alla multinazionale americana, i manifestanti sono quasi tutti lavoratori di altre aziende del polo logistico. Sono rimasti a qualche decina di metri di distanza dalla pacifica manifestazione organizzata dai sindacati confederali e dalla Ugl, sorvegliati a vista dalle forze dell'ordine. Gli stessi organizzatori dello sciopero piacentino non hanno particolarmente gradito la presenza di questa manifestazione. A dividerli le modalità dello sciopero.

IN GERMANIA SCIOPERO IN SEI CENTRI. Il sindacato tedesco Ver.di ha convocato lo sciopero in diverse sedi di Amazon anche in Germania. Allo stop si uniscono anche i dipendenti di nove filiali del colosso, nelle sei città di Bad Hersfeld (in Assia), Lipsia (in Sassonia), Rheinberg e Werne (in Nordreno-Westfalia), Graben (in Baviera), e Coblenza (nella Renania-Palatinato). La mobilitazione dovrebbe durare fino all'ultimo turno di sabato. In Germania Amazon ha circa 12 mila dipendenti.

A Piacenza Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dichiarato l'intenzione, peraltro mantenuta, di svolgere una manifestazione pacifica, senza ricorrere a blocchi e picchetti. I Cobas invece hanno invitato gli operai a bloccare i camion per fermare le consegne di Amazon del Black Friday. Una modalità di protesta per altro messa spesso in atto nel polo logistico piacentino, sfociata in un caso, un anno fa, nella morte di un operaio investito da un camion che stava tentando di fermare.

GUERRA DI NUMERI SULL'ADESIONE. È guerra di numeri intanto, fra sindacati e l'azienda, sull'adesione allo sciopero. Secondo Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che lo hanno proclamato, l'adesione ha superato il 50% dei dipendenti a tempo indeterminato che lavorano nel magazzino. Quasi nulla, invece, l'adesione dei contratti interinali, per i quali l'adesione allo sciopero equivale al rischio di non essere più richiamati. Gli stessi sindacalisti hanno ammesso di aver consigliato agli interinali di non aderire allo sciopero per non correre rischi di questo tipo. Secondo invece i responsabili della multinazionale americana l'adesione allo sciopero è attorno al 10% dei lavoratori nel loro complesso. «Stiamo lavorando come sempre per rispettare le promesse fatte ai nostri clienti», ha detto Salvatore Iorio, direttore del personale di Amazon Italia.

FURLAN: «IL LAVORO NON È UNA MERCE». «Black Friday. Pieno sostegno della Cisl ai lavoratori di Amazon che scioperano oggi. Giusta la protesta di Fisascat e Felsa. Il lavoro non è una merce. Non va calpestata la dignità dei lavoratori. Amazon apra un confronto con il sindacato per corrette relazioni industriali, stabilità occupazionale, salari dignitosi», è quanto esprime su twitter la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan, esprimendo la solidarietà della Cisl ai lavoratori di Amazon.

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