27 Novembre Nov 2017 1829 27 novembre 2017

L'Italia dei delitti irrisolti

Omicidi o atti violenti rimasti senza un autore. Misteri o errori giudiziari che hanno compromesso le indagini. Ecco la lista dei 10 cold case nostrani più famosi.

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Gli anglofoni li chiamano cold case. Sono delitti irrisolti, a volte ancora aperti, altri archiviati. Anche il nostro Paese ha la sua lunga lista. Ecco i 10 casi più famosi.

L'ASSASSINIO DI ERIO CODECÀ. L'ingegnere e dirigente Fiat Erio Codecà viene trovato morto a Torino accanto alla sua auto, ucciso da un colpo di pistola esploso sotto l’ascella destra. È il 16 aprile 1952. In quell'occasione la Fiat e l'Unione Industriali di Torino offrono una taglia di 28 milioni di lire per trovare l'assassino.

LA MORTE DI WILMA MONTESI. Wilma Montesi viene ritrovata morta, vestita e truccata, sulla spiaggia di Torvaianica, vicino a Roma, l'11 aprile 1953. La prima versione ufficiale indica come causa del decesso una sincope dovuta a un pediluvio. Nelle indagini successive vengono coinvolti molti personaggi noti dell'epoca, senza arrivare però mai ad identificare l'ipotetico assassino.

LA DECAPITATA DEL LAGO. Il 5 luglio 1955 viene ritrovato nel lago Albano un corpo femminile decapitato e nudo. Unico indizio sull'identità della donna un orologio da polso particolare. Questo permetterà di risalire al nome di Antonietta Longo, di cui era stata denunciata la scomparsa qualche giorno prima.

IL CASO EMANUELA ORLANDI. Questa vicenda tocca da vicino la Santa Sede: il 22 giugno del 1968 scompare infatti la quindicenne Emanuela Orlandi, cittadina vaticana. Nelle indagini di quello che è risultato subito un caso pieno di misteri, vengono coinvolti lo Ior, il Banco Ambrosiano, la Banda della Magliana oltre che direttamente lo Stato Italiano, quello Vaticano e i servizi segreti di vari stati.

OMICIDIO DI PIAZZA. Durante una manifestazione a Roma, il 12 maggio 1977, viene colpita all'addome da un proiettile calibro 22 la diciannovenne Giorgina Masi, detta Giorgiana. Non si è mai capito da dove sia provenuto lo sparo. "Fuoco amico" o forze dell'ordine con una pistola non di ordinanza le due ipotesi più accreditate.

IL MOSTRO DI UDINE. Sono almeno 16 le vittime attribuite ad un serial killer, la cui identità è rimasta sconosciuta, attivo tra il 1971 e il 1991 nella provincia di Udine. L'autore degli omicidi è colpevole anche di sevizie sui cadaveri, cosa che ha portato a credere che l'omicida conoscesse bene l'anatomia femminile indicando la pista di un medico mancato, mai identificato.

IL DUBBIO SUICIDIO DEL CALCIATORE. Donato "Dennis" Bergamini, calciatore ventisettenne, muore investito da un camion a Roseto Capo Spulico, in provincia di Cosenza, il 18 novembre 1989. Si pensa a un suicido, ma questa ipotesi non ha mai convinto tifosi, familiari e amici.

IL DELITTO DI VIA POMA. Negli uffici di via Carlo Poma 2 a Roma, presso i quali lavorava, il 7 agosto 1990 viene uccisa Simonetta Cesaroni. Il corpo, ritrovato nudo, presenta molte coltellate e segni di violenza. Sulla scena del crimine viene ritrovato sangue maschile, ma non si riuscirà mai a risalire all'autore del delitto.

IL GIALLO DI ARCE. Il corpo di Serena Mollicone viene ritrovato con un sacchetto di plastica sulla testa, mani e piedi legati e una ferita vicino all'occhio, il primo giugno 2001 ad Arce, vicino a Frosinone. La ragazza è morta per asfissia a causa di un nastro adesivo che le copriva la bocca.

UNABOMBER ALL'ITALIANA. Un individuo scatena il panico per quasi un decennio (1994-2006) in Veneto e Friuli, collocando e facendo detonare ordigni esplosivi in luoghi pubblici. Molte le persone ferite e menomate, bambini compresi. L'appellativo Unabomber deriva dall'epiteto usato per Theodore Kaczynski, un caso simile avvenuto negli Stati Uniti. Non si riuscirà mai a trovare l'autore delle violenze.

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