Ostia 2
27 Novembre Nov 2017 1644 27 novembre 2017

Ostia, la pace tra clan rotta dopo il caso Spada

Le intimidazioni alla famiglia di origini Sinti, iniziate dopo l'arresto di Roberto, indicherebbero una rottura nel puzzle criminale per il controllo del territorio.

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Un territorio non più da spartirsi ma da conquistare. Esili equilibri che sembrano essersi spezzati trasformando Ostia, il quartiere "sul mare" della Capitale, in una enorme polveriera in cui alcune "famiglie" sono pronte a fronteggiarsi per accaparrarsi il business delle piazze di spaccio della droga, del racket delle case comunali e dell'usura. Una miscela potenzialmente esplosiva sulla quale sono al lavoro i pm della Direzione distrettuale antimafia, coordinati dall'aggiunto Michele Prestipino. L'ultimo fascicolo aperto è quello relativo al raid effettuato il 25 novembre e che ha avuto come obiettivi l'abitazione di Silvano Spada raggiunta da alcuni colpi di pistola e alcune sprangate date alle porte di un altro componente della famiglia Spada, in via Baffigo.

INDAGINI PER COLLEGARE GLI AGGUATI. Si è trattato di un attacco al quartier generale del gruppo Spada, a pochi metri di distanza dalla palestra "Femus Boxe", teatro dell'aggressione a due giornalisti della Rai da parte di Roberto Spada, che per questa vicenda è attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo, in provincia di Udine. Chi indaga, come in un puzzle complesso, sta mettendo in fila tutti gli elementi raccolti in queste ore per capire se il blitz dell'altra è legato alla gambizzazione di Alessio Ferreri, nipote di Terenzio Fasciani - fratello del superboss Carmine Fasciani - avvenuta cinque giorni prima in una pizzeria in via delle Canarie.

LOTTA TRA SPADA E FASCIANI. Gli inquirenti che procedono per minacce e danneggiamento stanno esaminando tutti i rilievi fatti da polizia e carabinieri e verificando la sussistenza di eventuali riprese filmate da parte di telecamere collocate nelle zone interessate. L'attività istruttoria prosegue anche con l'ascolto di alcune persone. Una guerra di potere che, da una prima lettura, sembra contrapporre il gruppo Spada a quello Fasciani. Dalle carte delle varie inchiesta svolte sul litorale romano emerge che i primi fin dal 2004, «sebbene molto numerosi», si collocavano in un ruolo di «manovalanza per conto di altre organizzazioni, in particolare quella» che faceva capo a Carmine Fasciani, attualmente detenuto e che rischia una condanna definitiva a 20 anni.

NELLA LOTTA ANCHE ALTRI CLAN. Gli inquirenti non escludono che «il vuoto di potere», dopo le inchieste che hanno 'fiaccato' il clan egemone, possa avere portato gli Spada o altri gruppi a tentare di controllare l'intero territorio: i Triassi, da sempre legati a Cosa nostra siciliana, i Guarnera di Acilia, vicino a Ostia, legati alla camorra di Casal di Principe o i Di Silvio-Casamonica. In particolare i Triassi, meno toccati dalle condanne, a partire dal patriarca Vito - vittima di un attentato anni fa -, potrebbero approfittare del momento per imporre il loro pedigree mafioso. E la nuova Cosa Nostra, dopo la morte di Totò Riina, potrebbe tornare a occuparsi di Roma, secondo alcuni esperti.

NEL 2011 INIZIA L'ASCESA DI SPADA. Stando solo ai "numeri", la forza criminale messa in atto dagli Spada sembra comunque essere la più potente. Secondo alcuni pentiti, l'ascesa del gruppo di cui fa parte Carmine, detto "Romoletto", fratello di Roberto, è cominciata nel 2011 con il duplice omicidio di Giovanni Galleoni (soprannominato Baficchio) e Francesco Antonini (detto er Sorcanera). E un altro scenario possibile per spiegare quanto avviene in questi giorni é quello del gruppo Baficchio-Sorcanera che potrebbe essere tentato di prendersi la rivincita. Un quadro liquido e quindi pericoloso.

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