Veneto
29 Novembre Nov 2017 1315 29 novembre 2017

Como, irruzione dei naziskin nella sede dei volontari pro migranti

Emanuele Fiano, Chiara Braga e Mauro Guerra, deputati del Partito democratico, hanno firmato un'interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell'Interno Marco Minniti per far luce sull'episodio. Quattro persone già identificate.

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Sono stati identificati e denunciati dalla Digos quattro dei 16 giovani del gruppo di estrema destra 'Veneto Fronte Skinheads' che la sera del 28 novembre hanno interrotto una riunione pubblica della rete 'Como senza frontiere' per leggere un volantino di accuse nei confronti della rete stessa e contro l'immigrazione. I quattro skinheads finora identificati sono comaschi legati a frange di ultrà già conosciuti dalla polizia: la Digos sta identificando anche gli altri che verranno denunciati per il reato di violenza privata.

IRRUZIONE DURANTE UN'ASSEMBLEA. L'irruzione è avvenuta alle 21.30 durante un'assemblea organizzata dalla rete 'Como Senza Frontiere', gruppo costituito da associazioni e movimenti (tra gli altri Arci, Acli, Cgil,gruppi di sinistra e del volontariato) attivi nell'accoglienza dei migranti, una rete nata sull'onda dell'emergenza dello scorso anno a Como e che si propone lo scopo di «modificare la percezione del fenomeno migratorio veicolando un'informazione solidale, non violenta, antirazzista e antifascista».

ACCUSE ALLE POLITICHE SULL'IMMIGRAZIONE. I 13 militanti, tutti con teste rasate e vestiti con giubbotti neri, sono entrati nel locale e si sono messi attorno al tavolo dove stavano discutendo una decina di persone, hanno interrotto la riunione e un portavoce ha letto il testo di un volantino dal titolo "Como Senza Frontiere: ipocriti di mestiere!". Nel testo c'erano critiche alle politiche nazionali sull'immigrazione («l'invasione») e alle associazioni in particolare, accusate di essere composte «di soloni dell'immigrazione a ogni costo», guidate da una «logica schiavista» e una «logica malata».

Copie del volantino sono state distribuite ai presenti. Dopo la lettura della nota, i militanti di estrema destra si sono allontanati. Il tutto è avvenuto senza violenza o alterchi. La vicenda ha prevedibilmente provocato una lunga serie di reazioni che denunciano la gravità dell'irruzione. I diretti interessati, vale a dire i componenti della rete Como Senza Frontiere, parlano di «pesante intimidazione» e hanno stigmatizzato il rischio «di una pericolosissima deriva di stampo fascista, con vari gruppuscoli neofascisti che cercano consenso e creano guerra tra poveri, odio razziale, intolleranza e tensione».

LA CGIL CHIEDE UN TAVOLO. La Cgil ha invece chiesto al prefetto di Como la convocazione di un tavolo che veda un'ampia partecipazione delle forze sociali democratiche. Numerose le attestazioni di denuncia a solidarietà da parte di esponenti di Pd, Sinistra italiana, Verdi Mdp, Possibile, Cigl e Fim Cisl. La vicenda è anche oggetto di un'interrogazione al ministro dell'Interno Minniti firmata dai deputati Pd Emanuele Fiano, Chiara Braga e Mauro Guerra che parlano di «intimidazione in stile squadristico» e di «azione gravissima e inaccettabile». Per questo chiedono al ministro «quali interventi ritenga opportuni per affrontare quella che sta divenendo per molti territori del nostro Paese una reale emergenza».

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