Del Sette
1 Dicembre Dic 2017 1853 01 dicembre 2017

Del Sette querela un maresciallo dei carabinieri per diffamazione

Il comandante generale in scadenza ha portato davanti al tribunale militare Antonio Cautillo. Tutta colpa di un duro articolo. La vicenda.

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A pochi mesi di distanza dalla scadenza del mandato, il comandante generale dell'Arma dei carabinieri Tullio Del Sette ha iniziato a difendersi anche nelle aule del tribunale militare. Il 21 novembre 2017 è stata chiusa l'indagine a carico di Antonio Cautillo, maresciallo dei carabinieri di Sassari, accusato da Del Sette di diffamazione pluriaggravata per aver pubblicato un articolo il 9 luglio del 2016 sul sito malagiustizia.org dal titolo “L'Arma dei carabinieri si ritrova con un comandante fuorilegge”.

«DISCRETO STIPENDIO DA 462 MILA EURO». Il testo è il seguente e uscì nel pieno dell'inchiesta Consip, dove Del Sette è indagato per rievelazione di segreto. «Cosa sta succedendo all’interno dell’Arma dei carabinieri?», si legge sul sito. «Perché il Consiglio dei ministri non ha nominato, come previsto, il nuovo comandante generale, creando così il feroce paradosso di rendere fuorilegge l’attuale comandante Tullio Del Sette, decaduto dal proprio incarico, dal 4 maggio scorso, in base alla legge Madia? Il comandante generale Del Sette (Bevagna, 4 maggio 1951) ha un discreto stipendio (462.642,56 euro, dichiarazione 2012 del predecessore, Gallitelli) e, superati i 65 anni ed essendo per legge pensionato, non lascia la poltrona. È comoda, guadagna, accresce la pensione».

La legge stabilisce che chi supera il limite di 65 anni di età è fuori, ma il governo non l’ha sostituito né prorogato. Privilegi e strafottenza ai vertici, abusi e suicidi in basso

L'articolo su malagiustizia.org

E poi ancora: «La legge stabilisce che chi supera il limite di 65 anni di età è fuori, ma il governo non l’ha sostituito né prorogato. Privilegi e strafottenza ai vertici, abusi e suicidi in basso. Il ministro della Difesa che ce l’ha messo fa lo gnorri e i giornalisti, appecoronati a questi personaggi che vanno in giro a farti la morale parlando di regole, non emettono voci fuori dal coro. Siamo senza governo nelle mani di politici inetti che non rispettano nemmeno le leggi che emanano e degli spudorati capricci della Casta dei generali».

CAUTILLO: «22 PROCESSI, NEMMENO RIINA». Il processo parte nei prossimi mesi, nel frattempo Cautillo, che da oltre 20 anni è protagonista di una battaglia interna all'Arma con denunce, processi e persino una causa per mobbing, spiega: «Questi non stanno cercando una persona onesta, ma un santo. Sanno soltanto puntare il dito contro il poveraccio. Spero che la vicenda si conosca, affinché emerga come vengono svolte le indagini. È stata una vita di stenti, questo è il 22esimo processo, nemmeno Totò Riina ha fatto 22 processi. Questa non è più una professione, sta diventando una testimonianza».

Il blitz balneare di Renzi per salvare Del Sette e Saltalamacchia

La questione è complessa, ma rilevante. Perché tocca l'indipendenza della magistratura, nello specifico l'obbligo da parte di carabinieri, poliziotti e finanzieri di comunicare ai propri superiori il contenuto delle indagini appena avviate. Si tratta di un danno, visto che comunicare ai vertici informazioni sulle indagini significa di fatto rivelarle alla politica, al governo che appunto nomina comandanti e generali nei vari corpi.

Carabinieri Toscana, spunta una bandiera nazista in caserma

Spunta una bandiera nazista si apre un (altro) caso sull'Arma dei carabinieri. Un vessillo usato in tutta Europa da gruppi di estrema destra è apparso in una camerata della caserma del VI battaglione carabinieri Toscana. La notizia è stata postata in un video, pubblicato su ilsitodifirenze, ripreso dall'esterno della caserma Baldisserra.

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