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2 Dicembre Dic 2017 1009 02 dicembre 2017

Tumori, da Hamer a Di Bella le finte terapie

I genitori della 17enne morta di leucemia che rifiutò la chemio per le cure alternative sono stati assolti. Dal metodo dell'exinternista tedesco al siero di Bonifacio, ecco i rimedi alternativi che continuano a mietere vittime.

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I genitori di Eleonora, morta il 29 agosto scorso per leucemia linfoblastica acuta poco dopo aver compiuto 18 anni, sono stati prosciolti dall'accusa di omicidio colposo con l'aggravante della previsione dell'evento perché il fatto non costituisce reato. I medici le avevano consigliato di sottoporsi a chemioterapia con la quale la ragazza avrebbe avuto ottime possibilità di guarigione. Eleonora però aveva rifiutato le cure, preferendo fare ricorso a metodi riconducibili alla medicina alternativa del medico tedesco Hamer, sostenitore della tesi secondo cui i tumori e le leucemie altro non sono altro che un riflesso fisico di traumi psicologici. Accompagnata dai genitori, la 17enne si era quindi rivolta a una clinica di Bellinzona, in Svizzera, presentando anche un memoriale di 20 pagine scritte a mano in cui motivava la sua scelta, spiegando di non credere nella validità delle terapie tradizionali e di essere anzi sicura che queste l'avrebbero solo danneggiata.

L'ALLARME PER LE CURE ALTERNATIVE. «I casi di persone che rifiutano le cure tradizionali per affidarsi a strane persone e a pericolose teorie di guarigione sono in aumento», aveva denunciato nel 2016 Domenico Samorani, responsabile della Chirurgia del seno all'ospedale di Santarcangelo dopo la morte di una paziente 34enne che aveva rifiutato la chemioterapia per curarsi con impacchi di ricotta e decotti di ortica. «Sono almeno dieci le donne che in questi ultimi tre anni hanno rifiutato radio e chemio pur essendo ammalate di tumore: sono tutte morte».

I SANTONI ANTI-CANCRO. Purtroppo non è la prima volta che, alla ricerca di cure, i malati si rivolgono a presunte cure alternative anticancro, non validate dalla comunità scientifica: dal metodo Di Bella, basato sulla somatostatina, a quello Simoncini a base di bicarbonato, passando per l'urinoterapia e il siero Bonifacio. Ecco le false terapie anti-chemio che continuano a mietere vittime.

La cura Hamer: bandito l'uso di farmaci

Ryke Geerd Hamer.

La presunta terapia anti-cancro, nota anche come «nuova medicina germanica», prende il nome dall'ex medico internista tedesco Ryke Geerd Hamer e parte dal presupposto che il tumore sia il frutto di un conflitto psichico e, come rileva l'Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) in una scheda pubblicata sul suo sito, «è basata su premesse non scientifiche e ha già provocato la morte di diversi pazienti». L'Airc osserva che «questo metodo rinnega l'uso dei farmaci, provocando gravi ritardi nelle terapie e trasformando così tumori curabili in forme incurabili».

IL FIGLIO UCCISO DA VITTORIO EMANUELE. L'ex medico internista nato nel 1935 e morto lo scorso 2 luglio elaborò questa terapia dopo la morte del figlio Dirk, ucciso nel sonno nel 1978 da un colpo partito dalla carabina di Vittorio Emanuele di Savoia durante una lite all'isola di Cavallo, in Corsica. L'anno successivo Hamer fu colpito da un tumore del testicolo che, dopo la guarigione, attribuì allo choc causatogli dalla morte del figlio. Nel 1986 un tribunale tedesco gli ha revocato la licenza per praticare la medicina, con una sentenza confermata nel 2003.

«IL CANCRO? NON È MAI MORTALE». Hamer è stato condannato più volte per esercizio abusivo della professione medica e frode e ha trascorso molti mesi in carcere in Germania e Francia. «Hamer», si legge ancora nella scheda, «crede che il cancro, di per sé, non sia mai mortale. Lo stress legato alla diagnosi (o addirittura alla prognosi negativa proposta dai medici) basterebbe a privare l'individuo della sua forza vitale. Per questo chi segue questo metodo sconsiglia le cure di provata efficacia scientifica, mettendo in grave pericolo la vita dei pazienti».

Dal mix di Di Bella al siero di Bonifacio

Luigi Di Bella.

Un'altra terapia alternativa venne formulata da Luigi Di Bella. Il suo metodo consiste in un multitrattamento a base di farmaci chemioterapici, ormoni e vitamine. La sua diffusione nella seconda metà degli Anni 90 spinse il ministero della Salute ad avviare una sperimentazione clinica nel 1998. I risultati, pubblicati sul British Medical Journal, ne sancirono la sostanziale inefficacia terapeutica: nessun caso di completa remissione del tumore e solo tre di remissione parziale.

LA CURA SIMONCINI. La 'cura' Simoncini, che prende il nome da Tullio Simoncini, medico radiato dall'albo nel 2006 e più volte condannato, si basa invece sul bicarbonato e parte dall'assunto che tutti i tumori sarebbero causati da «reazioni di difesa» dei tessuti all'aggressione di un fungo, la Candida albicans, da trattare con il bicarbonato. I test, condotti già negli Anni 50, hanno però smentito l'utilità di questa ipotesi terapeutica. «Attualmente alcuni studi in corso stanno valutando se il bicarbonato possa potenziare l'effetto dei farmaci chemioterapici», spiega l'Airc.

L'URINOTERAPIA CONTRO OGNI MALE. Altri pazienti sono stati conquistati dalle promesse dell'urinoterapia che sarebbe in grado di curare cancro, Aids e altre malattie, ma i cui giovamenti non sono mai stati provati scientificamente. Non solo. Negli Anni 70, il siero di Bonifacio aveva alimentato false speranze in centinaia di malati. La presunta cura ideata dal veterinario Liborio Bonifacio - il siero venne poi brevettato dal figlio con il nome di Oncoclasina Bonifacio - era un mix a base di feci di capra mescolate a urina e acqua, poi filtrate e sterilizzate. Il grande risalto mediatico ottenuto spinsero il ministero ad autorizzare due sperimentazioni che dimostrarono la totale inefficacia della cura.

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