Eleonora Bottaro Leucemia
la sentenza
2 Dicembre Dic 2017 0950 02 dicembre 2017

Padova, morta di leucemia con cure alternative: assolti i genitori

Alla 17enne era stata consigliata la chemioterapia ma venne fatta seguire in Svizzera col metodo Hamer.

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Prosciolti perché il fatto non costituisce reato: si è chiusa così, in udienza preliminare a Padova, la vicenda giudiziaria che ha visto protagonisti Lino Bottaro, 63 anni, e Rita Benini, 51, genitori di Eleonora, morta il 29 agosto dello scorso anno per leucemia linfoblastica acuta. La ragazza, originaria di Bagnoli di Sopra (Padova), si era ammalata a 17 anni. I medici dell'ospedale di Schiavoni e del reparto di Oncoematologia pediatrica dell'Azienda ospedaliera di Padova le avevano consigliato di sottoporsi alla chemioterapia che le avrebbe dato ottime possibilità di guarigione. La giovane però aveva rifiutato le cure consigliate, preferendo fare ricorso a metodi riconducibili alla medicina alternativa del medico tedesco Hamer, sostenitore della tesi secondo cui i tumori e le leucemie altro non sono altro che un riflesso fisico di traumi psicologici.

L'INCHIESTA DELLA PROCURA DI PADOVA. Accompagnata dai genitori, si era rivolta a una clinica di Bellinzona, in Svizzera, presentando anche un memoriale di 20 pagine scritte a mano in cui motivava la sua scelta, spiegando di non credere nella validità delle terapie tradizionali e di essere anzi sicura che queste l'avrebbero solo danneggiata. Eleonora aveva anche incontrato il giudice del Tribunale dei minori che ne aveva riconosciuto la maturità. Poi, pochi giorni dopo essere diventata maggiorenne, la giovane è morta. La procura di Padova aveva così aperto un'inchiesta nei confronti dei genitori della giovane per omicidio colposo aggravato dalla previsione dell'evento. Secondo l'accusa, infatti, Lino e Rita Bottaro avrebbero convinto la figlia a rifiutare le cure tradizionali, provocandone di fatto la morte.

I GENITORI AVREBBERO AGITO IN BUONA FEDE. Nel corso della scorsa udienza, che si è tenuta il 10 ottobre, il procuratore aggiunto di Padova Valeria Sanzari aveva chiesto il rinvio a giudizio dei due genitori. Venerdì, però, il gup ha prosciolto dalle accuse i due imputati perché il fatto non sussiste. In pratica, i due genitori avrebbero agito in buona fede. Lino Bottaro e Rita Benini erano presenti in aula al momento della lettura del dispositivo e, nell'ascoltare le parole del giudice, si sono sciolti in un lungo pianto.

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