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4 Dicembre Dic 2017 1758 04 dicembre 2017

Demanio, bando per castelli e masserie: le cose da sapere

In palio 48 immobili pubblici, situati lungo ciclovie e percorsi storico-religiosi. Saranno concessi in affitto a soggetti privati per 50 anni, con l'obiettivo di trasformarli in servizi per viaggiatori.

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Dopo i fari, tocca a castelli e masserie: l'Agenzia del Demanio ha lanciato un nuovo bando, aperto fino al 16 aprile 2018, con cui affitta in concessione ville, castelli e masserie di sua proprietà. In tutto si tratta di 48 immobili pubblici, situati lungo ciclovie e percorsi storico-religiosi, che saranno assegnati a soggetti privati per 50 anni, con l'obiettivo di trasformarli in servizi per i viaggiatori.

LE STRUTTURE IN PALIO. In palio, tra gli altri, ci sono il Castello di Blera vicino Viterbo, sulla Via Francigena; due masserie in Puglia, sulla Ciclovia Acqua; un ex molino in Lombardia, sulla Ciclovia Vento; il Castello Alimonda vicino Gorizia e il Castello di Montefiore a Recanati, su tracciati locali; e il Fortilizio dei Mulini a Spoleto, sul Cammino di Francesco. I bandi sono aperti a tutti, anche ai cittadini stranieri. Per partecipare è necessario scaricare i moduli sul sito dell'Agenzia del Demanio.

INVESTIMENTI E RIQUALIFICAZIONE. La gara è la seconda edizione del progetto "Valore Paese-Cammini e Percorsi". A vincere saranno i progetti che valorizzano di più gli immobili messi a disposizione, sulla base di un valido programma di investimento e riqualificazione. A partire dal 4 dicembre è possibile partecipare alla gara per i primi 16 immobili di proprietà dello Stato, poi arriveranno i bandi degli enti locali per le altre 32 strutture coinvolte.

DELRIO: «MERCATO DA 3 MILIARDI DI EURO». Con questa operazione, ha commentato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, «si può dare inizio anche ad una nuova economia», come per le ciclovie con un potenziale mercato «da 3 miliardi euro», o per i percorsi turistici ferroviari. «Ci sono tutti gli ingredienti per un'avventura di successo», aggiunge.

FRANCESCHINI SODDISFATTO. Mentre il ministro dei Beni culturali e del Turismo, Dario Franceschini, ha sottolineato l'importanza di «aver fatto sistema», con una «strategia del Paese su questi temi» che ha fatto da cornice a molte singole iniziative. «Non siamo più solo di fronte all'opportunità di distribuire ricchezza e crescita», investendo sulle «potenzialità enormi» delle nuove strade per arte e turismo, «ma siamo anche di fronte a un'emergenza e a un'esigenza strategica del Paese: governare una crescita impetuosa».

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