Papa, lavoro nero e precarietà uccidono
21 Dicembre Dic 2017 1357 21 dicembre 2017

Lavoro nero in Vaticano: ecco di cosa parla il Papa

Francesco ha menzionato casi di sfruttamento nella Santa Sede. Si riferisce a periodi di prova prolungati oltre il regolamento. E a maggio ci furono lettere di protesta. Le regole per essere assunti.

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«Non voglio lavoro in nero in Vaticano», ha detto Papa Francesco il 21 dicembre nell'udienza ai dipendenti della Santa Sede in occasione degli auguri di Natale, all'interno di un lungo discorso in cui ha menzionato anche l'importanza dell'avere un impiego per sentirsi persone degne. Ed è inevitabile chiedersi, pur abituati alla sincerità e persino all'irruenza verbale del Pontefice, se le parole di Francesco significhino che il Vaticano si avvalga davvero di lavoro nero. Il Papa ha infatti precisato: «Vi chiedo scusa se questo ancora c'è, il famoso articolo 11 che è un articolo valido per una prova, ma una prova di uno o due anni, non di più».

SOLO VIOLAZIONE DEL PERIODO DI PROVA? Pare insomma di capire che Francesco si riferisca alla violazione dei tempi previsti per la prova dei neoassunti presso la Santa Sede: l'articolo in questione non è l'11 bensì il 13, e recita: «I candidati sono assunti in prova per un periodo di almeno un anno, non prorogabile oltre un biennio». Al comma 2 specifica poi che i dipendenti in prova guadagnano il salario minimo corrispondente al livello appena inferiore a quello che avranno se verranno assunti al termine della prova.

LA PROTESTA ANONIMA A MAGGIO. Nel maggio scorso, una serie di lettere erano partite da anonimi esasperati per denunciare stranezze e mala gestione nel Governatorato, una delle principali istituzioni del Vaticano. Dicendosi «stanchi» della situazione, i "neocorvi "raccontavano di assunzioni ad personam o, al contrario, rallentate fino all'esasperazione «o addirittura bloccate», e il Papa in persona era dovuto intervenire per chiedere ai vertici del Governatorato di allontanare un funzionario macchiatosi di mobbing e comportamenti scorretti nei confronti dei sottoposti.

LE REGOLE PER ESSERE ASSUNTI. Ma quali sarebbero le regole per essere assunti in Vaticano? Secondo il regolamento del Vaticano stesso, eccole:

  1. professione della fede cattolica e vita secondo i suoi principi;
  2. buona condotta morale e civile;
  3. idoneità psico-fisica per le mansioni da svolgere;
  4. età non inferiore ad anni 21 e non superiore a 35;
  5. titolo di studio previsto;
  6. assolvimento degli obblighi di leva o esenzione dagli stessi;
  7. per i chierici, assenso del proprio Ordinario; per gli appartenenti agli istituti di vita religiosa e alle società di vita apostolica, quello dei rispettivi Superiori.

Durante il periodo di prova, che non dovrebbe superare un anno – due in casi eccezionali – i neoassunti vengono valutati trimestralmente e possono essere dimissionati, con liquidazione, se non ritenuti ideonei. Guadegnaranno lo stipendio pieno solo dopo essere stati confermati; e se dovessero ammalarsi per più di 40 giorni, per cause non legate a ragioni di servizio (per esempio, una malattia grave) il loro periodo di prova sarà interrotto.

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