Palme Civitanova Marche
24 Dicembre Dic 2017 1500 24 dicembre 2017

Civitanova Marche, viaggio alle origini del caso "porno-palme"

Addobbi natalizi fallici. E così tutti (s)parlano della città. Scandalo, incapacità della Giunta centrodestrorsa o semplice svista ingigantita? L'imbarazzante vicenda vista da vicino.

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Dopo una "cappella" così, l'unica è far finta di niente: basso profilo e pedalare. E "cappella" è stata, perché quelle palme trapuntate di lucette a Civitanova Marche ricordano, non possono non ricordare, la sommità di un fungo - per essere discreti. Tanto che la trovata natalizia ha fatto il giro d'Italia e si sta allargando, complice la Rete, all'Europa e oltre: basta un clic a rilanciare quella che ha tutta l'aria di una topica dell'amministrazione comunale, comunque qualcosa che resterà negli annali delle decorazioni natalizie.

ELEGANZA PER TRADIZIONE. Civitanova è una cittadina speciale, un centro turistico, col porto, con una tradizione marinara e pescatora che però sogna altro, sogna le strade delle vetrine e del commercio del mondo, da New York al Quadrilatero milanese a via Condotti a Roma, e bisogna dire che, a debita distanza, qualche risultato c'è: tra i centri balneari delle Marche si è sempre segnalata per eleganza, fino a sviluppare una tradizione.

BOTTEGHE IMPECCABILI. Il suo passeggio ha un che di modaiolo e perfino snob, la crisi si sente pure qui, ma a differenza di altre località costiere le botteghe, sempre curate, sempre con quel qualcosa che vuol distinguersi, quando muoiono sanno rinascere in fretta, magari trasfigurate, ma sempre originali, spesso impeccabili. E in questo periodo le vetrine trasudano Natale.

Le battute, però, si sprecano. Molte scontate, alcune cattive, altre semplicemente rassegnate. Poi, in casi di questo genere, buttarla in politica è un attimo: «Ecco cosa sono stati capaci di fare questi appena arrivati» (la giunta, ad alto tasso civico ma di impostazione centrodestrorsa, si è insediata nell'estate 2017). «Sempre meglio di quelli che sanno solo metter su dei tristissimi Natali solidali e terzomondisti, che le palle le fanno cadere e non sono dall'albero».

COMUNE IN FIBRILLAZIONE. La classica situazione per cui “in città non si parla d'altro”. In Comune ostentano serenità: l'assessora direttamente coinvolta, quella al Turismo e Cultura Maika Gabellieri, dichiara alla stampa locale che «imbarazzata no, però ci sono rimasta male»: praticamente la stessa cosa. Poi la butta sul fatalismo, sulle macchie di Rorschach, quelle in cui ciascuno vede quello che la mente gli detta, ma non è vero, i civitanovesi (e il resto del mondo) in quelle palme costellate, col colmo della “esplosione finale” dalla punta, ci vedono una e una sola cosa. Si vede che hanno tutti la medesima psiche. E, secondo i rumor, nelle stanze del palazzo Comunale i toni sarebbero stati molto meno distesi e comprensivi.

«ALMENO TUTTI PARLANO DI NOI». «Che vuoi che sia, ormai se ne vedono di tutti i colori, se non altro adesso tutti parlano di noi». Ma è una posizione troppo facile, troppo comoda per reggere sul serio: dipende da come si parla. Certo, c'è di peggio al mondo, e l'assessora ha gioco facile quando obietta che se si parla solo di questo dettaglio è il segno che non c'è altro di cui parlare e allora la Giunta sta funzionando bene.

Pare non si siano accorti che le palme erano cresciute, e adesso svettano in tutta la loro potenza sessuale, fino a che non le hanno “accese”: forse qualche prova, prima, conveniva azzardarla

Sì, d'accordo, ma neppure questo sta in piedi. Si parla delle luminarie a cappella perché sono clamorose, c'è gente che viene di lontano a vederle, una storia da Libro Cuore, anzi un altro organo, più in basso. Pare non si siano accorti che le palme erano cresciute, e adesso svettano in tutta la loro potenza sessuale, fino a che non le hanno “accese”: forse qualche prova, prima, conveniva azzardarla.

NON RESTA CHE ABBOZZARE. Ma ormai l'addobbo è fatto, l'anno prossimo certamente si cambierà, per questo Natale 2017 non c'è altro da fare che abbozzare, prenderla a ridere, anche se è un riso amaro consolarsi con la notorietà piovuta all'improvviso. Pure sui social, naturalmente, non si twitta e non si posta d'altro, e le posizioni sono sfumate, ma tutte convergono su un punto: come è stato possibile proporre una simile scelta senza vedere, e non di nascosto, l'effetto che fa?

Beatrice Silenzi è conduttrice e direttrice della testata giornalistica di Radio Linea, l'emittente più seguita in zona, una delle più ascoltate delle Marche; trasmette proprio da Civitanova, e ogni mattina ha un dialogo diretto coi lettori: «Dove sta lo scandalo? Anche l'anno scorso c'erano queste luminarie che rivestivano le palme. L'unica differenza sta nel gioco di luci, in quel blu e bianco che effettivamente spicca di più. Detto questo, non vedo il clamore, anzi, secondo me se avessero fatto qualche citazionismo tipo il Villaggio della Fertilità, ne uscivano molto bene».

DI CERTO NON ERA VOLUTO. E poi: «In ogni modo, il ritorno in termini di immagine, controversa fin che si vuole, è innegabile, e potente. Non che sia successo chissà cosa, in realtà: certamente una parte di cittadini – e anche di visitatori, arriva gente fin da regioni confinanti – trova modo di obiettare, di eccepire: fa parte del dna nazionale, è accaduto qui, d'accordo, ma poteva succedere ovunque e le reazioni sarebbero state le stesse. Altri, la maggioranza, l'hanno presa a ridere, come è normale, al massimo la cosa viene virata in sfottò, in aneddotica. Comunque, è certo che l'effetto, per così dire, non fosse voluto: dev'essere qualcosa che è davvero sfuggito a tutti, salvo constatare a cose fatte l'effetto... interlocutorio».

Il porto di Civitanova Marche.

Già, proprio sul crinale delle intenzioni si gioca la partita: a seconda di come sono state concepite le porno-palme, come le hanno ribattezzate, servono a sprovincializzarsi, a uscire dal guscio, a dimostrare che anche una cittadina di provincia sul mare sa osare; oppure rischiano di indurre il sospetto opposto, una scivolata figlia di orizzonti un po' limitati, facilotti, televisivi in una accezione non nobile, non eccelsa.

MESSA LA CITTÀ SUL MAPPAMONDO. Oppure, più semplicemente, si è trattato appunto di una innocente superficialità che ha dato luogo a una svista: ma che svista, però. Talmente imponente, che, adesso, la vedono tutti. E la condividono. E la diffondono. E sarà pure vero che questo incidente di percorso è servito a “mettere Civitanova Marche sul mappamondo”: fin che dura, diciamo Befana compresa. Intanto, il mondo (sor)ride. Quando si dice la cazzata.

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