Canada Piedi Mozzati
26 Dicembre Dic 2017 1500 26 dicembre 2017

Piedi mozzati in Canada: le ipotesi dietro un mistero senza fine

Dal 2007 sono stati ritrovati sulle spiagge nordamericane 13 arti inferiori dentro scarpe da ginnastica. Identificata solo una vittima. Resti di tsunami o incidente aereo? Traffico di organi? Serial killer? Suicidi?

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A leggere i verbali della polizia e i referti medici, si ha l'impressione di avere tra le mani la trama di un romanzo giallo con protagonisti Sherlock Holmes o Hercule Poirot, e invece quanto sta avvenendo in Canada è drammatica realtà: su una spiaggia dell’Isola di Vancouver è stato rinvenuto quel che resta di un piede mozzato, ancora infilato nella sua scarpa. Ed è il 13esimo in dieci anni, per cui ora gli abitanti temono possa trattarsi dell'opera di un serial killer.

1. L'ultimo ritrovamento: dicembre 2017, Columbia britannica

L'ultimo piede mozzato è stato ritrovato la seconda settimana di dicembre 2017 da Mike Johns, isolano della provincia canadese della Columbia britannica. L'uomo era a spasso con il cane quando l'animale ha iniziato a fiutare qualcosa che sporgeva appena della sabbia. Pensando che si trattasse di un osso di un leone marino, Mike lo ha dissotterrato e, con raccapriccio, si è accorto di stringere tra le mani una tibia umana, ancora attaccata al suo piede infilato in una calza e in una scarpa da ginnastica.

CONTROLLI INCROCIATI CON GLI USA. La Royal Canadian Mounted Police, preso in consegna il referto, ha dichiarato alla stampa che tenterà di estrapolarne il Dna per vedere se corrisponde ai campioni in archivio delle persone scomparse. Verranno fatti controlli incrociati anche con la polizia statunitense perché non si esclude che quel piede possa appartenere a un cittadino americano portato in Canada dalle correnti, molto forti in quel tratto di mare.

2. I precedenti: 13 piedi mozzati in 10 anni

Ma l'aspetto più inquietante è che, con quest'ultimo reperto, salgono a 13 i piedi mozzati rinvenuti sulle coste canadesi. Il primo fu trovato nell’agosto del 2007 sull’isola Jedediah, a Nord-Est di Nanaimo, sempre nel territorio della British Columbia. Soltanto una settimana dopo, a Gabriel Island, venne scoperto il secondo.

SEMPRE CON LA SCARPA DA GINNASTICA. Nel febbraio del 2008 ci fu il terzo ritrovamento a Valdes Island cui seguirono nello stesso periodo il quarto e il quinto. L'unico piede rinvenuto al di fuori delle coste canadesi è stato ritrovato al confine con gli Stati Uniti e precisamente a Port Angeles, nello stato di Washington. Tutti avevano la medesima caratteristica: indossavano ancora scarpe da ginnastica o in tessuto sintetico.

SOLO UNA PERSONA È STATA IDENTIFICATA. Dei 13 piedi mozzati, solo due sarebbero appartenuti a soggetti di sesso femminile mentre due erano della stessa persona. Il Dna ha dato esito positivo solo in un caso, ma l'uomo scomparso conduceva una vita talmente tranquilla che gli investigatori non sono riusciti a trarre elementi significativi. Quindi, in totale, le persone cui dare un nome sono per ora 10.

3. Le ipotesi (smentite): vittime di tsunami, incidente aereo e commercio di organi

Inutile dire che 13 piedi mozzati dal 2007 al 2017 abbiano impensierito e non poco gli abitanti della più occidentale delle province canadesi. Non sono mancate le ipotesi più o meno fantasiose, elaborate tanto dai media locali quanto dalle comunità interessate. Dal momento che la Columbia britannica si affaccia sull'Oceano Pacifico si è pensato che potesse trattarsi dei resti delle vittime dello tsunami del 2004 nell'oceano Indiano. Ma il solo piede identificato apparteneva a un cittadino canadese.

UNA PERSONA NON ERA UN PASSEGGERO. Un'altra tesi sostenuta per lungo tempo e poi smontata dai risultati del Dna ha riguardato la possibilità che le vittime fossero tutte passeggeri di un aereo precipitato in mare, magari a migliaia di chilometri dalle coste del Canada. Non risulta però che la sola persona identificata avesse prenotato un volo prima di scomparire.

DIFFICILE CHE ARRIVINO DAL SUD AMERICA. Ancora, si è parlato della possibilità che fossero le macabre testimonianze del commercio di organi che nel Nuovo mondo esiste ed è spietato, ma riguarda principalmente gli Stati sudamericani e le correnti difficilmente potrebbero portare i piedi così tanto a Nord sia perché non seguono quella traiettoria, sia in quanto sarebbe plausibile, essendo la costa statunitense irregolare e altamente abitata, che ciò che resta dei cadaveri si incagliasse ben prima di raggiungere il Canada.

ATTRATTI DIVERSI BUONTEMPONI. Invece, finora, solo un piede mozzato è stato rinvenuto sul suolo statunitense. E comunque a pochi chilometri dal confine con la British Columbia. Quel che è certo è che il caso, ripreso più volte dai media, ha attratto diversi buontemponi che si sono divertiti a depistare le indagini facendo ritrovare negli stessi luoghi anche zampe di cani e di gallina infilate in stivaletti umani.

4. La pista del serial killer: classica azione di questo genere di devianza

La pista che le autorità hanno battuto in modo più approfondito riguarda quella della possibile esistenza di un omicida seriale, che i testi di criminologia e sociologia sostengono abbondare soprattutto nel continente americano. Del resto il carattere della ritualità classico del modus operandi di questo genere di devianza sarebbe dato dal fatto che tutti i piedi siano stati scarnificati ma lasciati nelle proprie scarpe.

PIEDI NON COLLEGATI TRA LORO. Paradossalmente la teoria ha iniziato a incrinarsi con l'aumento del numero di piedi mozzati che hanno rivelato che tra i reperti non vi sono altri collegamenti significativi: in un primo momento erano state rinvenute esclusivamente ossa maschili, poi però sono giunte a riva anche estremità appartenute a due donne.

TROVATI SIA DESTRI SIA SINISTRI. Se da un lato è vero che il serial killer agisce spesso senza un movente e colpisce anche vittime molto diverse tra loro, gli assassini che amano firmare la propria azione con macabri rituali di norma li riproducono alla perfezione, mentre i piedi che il mare ha restituito in questi ultimi 10 anni sono stati talvolta destri, talvolta sinistri.

5. La tesi del suicidio: resti di persone che si sono buttate nel fiume Fraser

Oggi il solo indiziato è il fiume Fraser. Tutti i 13 piedi sono stati infatti rinvenuti in prossimità della sua foce, nei dintorni di Vancouver. Si tratta di un corso d'acqua rilevante, ha un bacino di 233.100 km² ed una portata di 3.540 m³/s, che attraversa diverse città: Prince George, Lytton, Hope, Chilliwack. Secondo il dottor Stephen Fonseca, medico legale dello Stato della British Columbia che ha seguito il caso fin dal 2007, si tratterebbe dei resti di vittime di suicidio, che si sono buttate nelle acque gelide del Fraser dai numerosi ponti che lo attraversano.

DECOMPOSIZIONE ACCELERATA. Difficile localizzarli: il Fraser è lungo 1.370 chilometri. Le vittime insomma sarebbero morte di ipotermia e la natura avrebbe fatto il resto. La decomposizione, com'è noto, in acqua segue un corso accelerato. Alghe e pesci tendono a scarnificare i cadaveri ben prima di quanto non facciano sulla terra muffe e insetti, levigandone accuratamente le ossa.

GALLEGGIANO SOLO LE SCARPE. Senza più muscoli e tendini a tenere unito il corpo, lo scheletro si frammenta e tende ad andare a fondo mentre i piedi, imprigionati nel materiale sintetico che galleggia, sarebbero rimasti in balia delle correnti, fino ad arrivare alle spiagge del fitto arcipelago che punteggia le coste della Columbia Britannica.

UNO AFFETTO DA DEPRESSIONE. E qui torna prezioso il campione del Dna estratto dal primo reperto: l'uomo cui apparteneva soffriva infatti di una forte depressione. Insomma, il caso sembra chiuso. Tuttavia persiste una domanda che potrebbe rischiare di smontare questa ipotesi tanto convincente: come mai non si registrano simili macabri rinvenimenti prima del 2007?

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