Venezia Gioielli Rubati
3 Gennaio Gen 2018 1520 03 gennaio 2018

Venezia, rubati i gioielli dei Moghul e dei Maharaja

Gli orecchini e la spilla sottratti dai ladri, nell'ultimo giorno di apertura della mostra dedicata ai tesori dell'India, potrebbero valere secondo la polizia «qualche milione di euro».

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Alcuni gioielli della mostra "Tesori dei Moghul e dei Maharaja", ospitata a Venezia a Palazzo Ducale, sono stati rubati da una teca. I ladri, due secondo le prime informazioni, hanno portato via un paio di orecchini e una spilla, il cui valore doganale dichiarato è di 30 mila euro. Ma secondo fonti di polizia il valore reale della refurtiva, che potrà essere confermato solo dagli (ormai ex) proprietari, «potrebbe essere di qualche milione di euro».

APPARTENEVANO ALLO SCEICCO AL THANI. La mostra, promossa dalla Fondazione Musei Civici di Venezia, era stata inaugurata a settembre ed era giunta al suo ultimo giorno di apertura. Poteva vantare oltre 270 capolavori, attraverso i quali raccontare cinque secoli di arte orafa legata all'India. Oggetti preziosissimi, realizzati tra il XVI e il XX secolo e conservati nella collezione dello sceicco Hamad bin Abdullah Al Thani, membro della famiglia reale del Qatar.

ALLARME PARTITO IN RITARDO. Per fare luce sul furto sono stati chiamati esperti della polizia di Roma. Il questore di Venezia, Vito Gagliardi, ha detto che occorre capire «cosa non ha funzionato», perché «una teca è stata aperta come se fosse una scatoletta e l'allarme, se ha funzionato, è partito in ritardo».

IL PRECEDENTE DI MARZO 2017. Non è la prima volta, d'altra parte, che i ladri colpiscono nella zona di San Marco. L'ultimo furto in ordine di tempo risale a marzo 2017, quando due rapinatori presero d'assalto una gioielleria e gettarono dei fumogeni ai piedi del campanile per creare confusione. Vistisi scoperti, avevano rinunciato al bottino e si erano dati alla fuga.

E QUELLO DI MAGGIO 2005. Molto scalpore aveva destato anche la rapina di orologi di marca e preziosi nella gioielleria Tokatzian, fondata nel 1945. In quel caso, era il maggio del 2005, un commando formato da più persone aveva approfittato dei telai utilizzati da un'impresa di restauro per sfuggire alla vista e mettere a segno il colpo. All'orario di apertura i malviventi erano piombati nel negozio, immobilizzando i due commessi e facendo una vera razzia. A distanza di pochi mesi, però, le indagini dei carabinieri avevano portato a bloccare gli autori del fatto e a recuperare quasi tutto il bottino.

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