Raggi, chiedo giudizio immediato
5 Gennaio Gen 2018 1221 05 gennaio 2018

Raggi, sì al giudizio immediato: a processo il 21 giugno

Accolta la richiesta presentata a pochi giorni dall'udienza preliminare. In questo modo il procedimento partirà a campagna elettorale e voto conclusi.

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Il processo a Virginia Raggi inizierà il 21 giugno prossimo. Il tribunale di Roma ha accolto la richiesta della sindaca di Roma di accedere al giudizio immediato nell'ambito dell'inchiesta che la vede accusata di falso in relazione alla nomina di Renato Marra, fratello dell'ex capo del personale capitolino Raffaele, alla guida della direzione Turismo.

PROCESSO DOPO LE ELEZIONI. Dunque la vicenda giudiziaria di Raggi non si intreccerà con la campagna elettorale e con il voto, e la sindaca eviterà i riflettori dell'udienza preliminare prevista per il 9 gennaio, che dovrà invece decidere il destino di Raffaele Marra accusato nello stesso procedimento di abuso d'ufficio. Le loro strade si divideranno anche a livello giudiziario.

L'ACCUSA NEI CONFRONTI DI RAGGI. La sindaca, quindi, vede allontanarsi anche fisicamente la sua posizione processuale da quella di Raffaele Marra che, se nell'udienza di martedì sarà rinviato a giudizio, avrà un processo separato davanti ad un giudice collegiale. La prima cittadina invece apparirà davanti al giudice monocratico per difendersi dall'accusa della procura, secondo cui mentì all'ufficio Anticorruzione del Comune in relazione alla 'promozione' di Renato Marra.

IL PD ALL'ATTACCO. «Sono certa della mia innocenza e non voglio sottrarmi ad alcun giudizio», le parole con cui il 3 gennaio la Raggi annunciava la richiesta di giudizio immediata, «ho piena fiducia nella giustizia e credo fermamente che la trasparenza sia uno dei valori più importanti della nostra amministrazione». Ma il Pd parte all'attacco: «Furbizia M5s per evitare giudizio in campagna elettorale. I romani restano nell'incertezza se hanno sindaco condannato o meno», twitta la presidente regionale dei dem Lorenza Bonaccorsi.

LA SINDACA PENSA AI CENTRI ANZIANI. Visti i tempi compressi del giudizio immediato la sentenza arriverà in costanza di mandato: in caso di condanna Virginia Raggi, come ha detto anche in passato, si atterrà al codice etico pentastellato. Ovvero sarebbe pronta a dimettersi. Ma per adesso la prima cittadina guarda avanti: ai prossimi obiettivi per Roma, all'ordinaria amministrazione. E dedica la prima conferenza stampa del 2018 a un nuovo modello per i centri anziani nella Capitale: più interattivi, aperti alla società e in futuro, chissà, anche sede sperimentale di asili nido.

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