Cani Guerra
7 Gennaio Gen 2018 1200 07 gennaio 2018

Animali negli eserciti: storie, usanze e missioni kamikaze

Non solo cani e cavalli. Pure delfini da guerra. Leoni marini anti-sub. Ratti contro le mine. Maiali, api, rapaci. Sono i soldati "bestiali". Che spesso cadono in battaglia. Tra le proteste delle associazioni. Il fenomeno.

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Fedeli come e forse più dei soldati, sempre pronti a obbedire agli ordini, disposti a sacrificare la propria vita: sono gli animali impiegati negli eserciti. Non solo cani e cavalli, come ci si aspetterebbe, ma anche gatti, topi, maiali, delfini e persino api.

1. "War dolphins" della Marina Usa: utili per il loro sonar

È dai tempi della guerra del Vietnam che la U.S. Navy arruola tra le proprie fila i delfini. Animali intelligenti e socievoli, facilmente addestrabili e in grado di apprendere una enorme varietà di comandi, sono stati utilizzati in molteplici azioni militari, dalla ricognizione all'anti-sabotaggio. Prevalentemente, i "war dolphins" contribuiscono alla causa individuando, grazie al loro sonar, le mine subacquee.

SGOMBERANO LE MINE ATTIVANDOLE. Sembra che i delfini a naso di bottiglia (questa la razza più usata) non abbiano problemi a individuare nemmeno gli esplosivi coperti da alghe e detriti che talvolta sfuggono alle apparecchiature. Tuttavia, sebbene non esistano dati certificati, le associazioni animaliste sostengono che sono pochi gli esemplari che riescono ad arrivare al pensionamento. Il più delle volte, insomma, i delfini sgomberano il campo dalle mine semplicemente attivandole.

ENTRO IL 2017 CONGEDATI 24 SU 80. Sono assai limitate le informazioni ufficiali su questa unità speciale statunitense, definita Mk. Si sa per certo, però, che è entrata in azione durante la prima Guerra del Golfo, per liberare dalle mine il porto di Umm Qasr, in Iraq e ben pochi esemplari sarebbero tornati in patria. Entro il 2017 però almeno 24 degli 80 delfini soldato oggi in servizio dovrebbero essere congedati, sostituiti da un robottino sottomarino.

L'addestramento dei delfini da parte della Marina americana. (Getty)

Se è difficile reperire documenti ufficiali riguardanti le attività dei delfini sminatori e spia, è ancora più arduo che un governo ammetta l'utilizzo di questi cetacei come kamikaze, da far detonare in vista delle navi nemiche. Eppure, proprio la recente minaccia terroristica di matrice islamista avrebbe spinto più Paesi a rifinanziare simili programmi bellici. Gli Usa avrebbero impiegato tursiopi kamikaze dagli Anni 50 agli Anni 70. Probabilmente anche durante la prima Guerra del Golfo.

I RUSSI CERCANO CINQUE ESEMPLARI. Si sospetta, invece, che la Russia continui a servirsene. Una prima prova è data dal fatto che, a seguito dell'annessione della Crimea nel 2014, Mosca abbia mostrato grande entusiasmo per essersi riappropriata dell'Oceanario statale di Sebastopoli in cui vengono addestrati, dai tempi dell'Urss, i "war dolphins". Costituisce ben più di un indizio, infine, il bando apparso nel 2016 sul sito del ministero della Difesa russo nel quale si cercavano cinque esemplari - tre maschi, due femmine - da addestrare per un investimento complessivo di 22 mila euro.

Leonardo Di Caprio. (Getty)

Questi animali tanto coraggiosi e fedeli vengono talvolta impiegati anche con finalità differenti da quelle belliche. È il caso del loro recente utilizzo nella lotta all'estinzione delle vaquitas, o focene della California. L'animale, catturato collateralmente nelle battute di pesca illegali di un altro pesce a rischio, il totaba (considerato in Cina la “cocaina dei mari”), sta sparendo. Si stima che oggi siano appena 15.

PROGETTO FINANZIATO DA DI CAPRIO. Per questo un progetto voluto dalla Ong Wildleaks e finanziato dall'attore Leonardo Di Caprio mira ora a catturarle per rinchiuderle in un recinto di fronte alle coste di Baja California, dove almeno saranno al sicuro dai bracconieri. Per scovare gli ultimi esemplari sfuggiti alle reti e, finora, anche ai ricercatori, verranno impiegati quattro delfini militari.

2. Leoni marini anti sub: aggrediscono gli intrusi

Un altro animale usato frequentemente con finalità belliche è il leone marino. Forte, di indole aggressiva, ma in grado di essere addomesticato con profitto, ha costituito - e ancora oggi costituisce - l'ossatura di alcuni reparti militari. L'U.S. Navy Marine Mammal Program ne ha tuttora in dotazione una quarantina. A differenza dei delfini, i leoni marini verrebbero principalmente impiegati come arma contro i sub nemici intenti in attività di spionaggio o di sabotaggio, aggredendo gli intrusi.

DUBBI SUL LORO REALE IMPIEGO. Tuttavia, in merito lo scetticismo sarebbe elevato dal momento che, si sostiene, questi animali non sarebbero in grado di distinguere un sub amico da uno nemico. Inoltre, l'addestramento li porterebbe a reprimere i loro istinti combattivi, rendendoli più mansueti del solito. Insomma, nella prassi, si limiterebbero a indossare una speciale imbragatura munita di telecamera alla stregua di sentinelle. Sarà davvero così?

3. Il valoroso ratto gigante della Tanzania: disinnesca le mine

Nonostante ormai sempre più eserciti si avvalgano di appositi robot artificieri per scovare e disinnescare le mine, nelle località più povere del mondo (sovente le più minate) si fa ancora un massiccio uso di animali. In Cambogia, in Mozambico, in Angola e in Vietnam, per esempio, operano i toponi della Ong Apopo.

INDIVIDUANO TRACCE DI TUBERCOLOSI. Si tratta di ratti mansueti come criceti, dal fiuto incredibile. Quando non lo impiegano per scovare le mine, infatti, lo sfruttano nei laboratori medici per individuare tracce di tubercolosi nei campioni prelevati dai pazienti.

AIUTO "INCONSAPEVOLE" DEL GATTO. La Ong belga li utilizza da 20 anni e - giura - nessuno è mai morto in servizio. Questi "topi detective" hanno naso per l'esplosivo, sono meno pesanti dei cani dunque non rischiano di attivare accidentalmente le mine e a loro non sfuggono nemmeno gli ordigni in plastica, invisibili invece per i detector in dotazione ai soldati. Nell'addestramento vengono spesso impiegati dei gatti abituati al grosso roditore. Il felino non li attacca e il topo vince le proprie paure imparando a lavorare anche in condizioni di forte stress.

I criceti vengono impiegati per scovare le mine. (Getty)

4. Del maiale non si butta via niente: dalla pece alle bombe

Pare strano, eppure anche un animale come il maiale viene usato nelle operazioni belliche. Gli antichi romani li ricoprivano di pece e li incendiavano per seminare il panico tra le file nemiche. Oggi, per fortuna, vengono invece utilizzati in modi meno cruenti anche se non sempre meno pericolosi: rilevare mine ed esplosivi.

SONO IN FORZE PER ESEMPIO IN ISRAELE. Diversi maiali-detector sono per esempio in forze in Israele e prevengono attentati terroristici annusando valige, automobili e qualsiasi cosa possa contenere una bomba.

5. Api per indicare l'esplosivo: sciamano sul punto pericoloso

Dal 2004 nell'Università del Montana si addestrano sciami di api a rintracciare il tritolo. Il principio è semplice: le api sono convinte di essere sulla scia del polline dato che, in laboratorio, all'odore degli ordigni corrisponde sempre la presenza di una sostanza zuccherina simile al nettare delle piante. Sciamando sulle mine, ne consentono l'individuazione.

6. Rapaci: i veri controllori dei cieli

In pochi lo sanno, eppure i rapaci vengono quotidianamente utilizzati, anche negli aeroporti italiani, per tenere lontani dalle piste gli stormi che potrebbero finire nelle turbine degli aerei. Nottetempo si sfruttano i gufi. Si tratta di operazioni civili per le quali questi utili rapaci vengono sempre opportunamente ricompensati.

7. Fedeli alleati in ogni guerra: cani, elefanti e cammelli

Da sempre l'uomo utilizza gli animali in battaglia. Soprattutto cavalli e muli, ma non solo. L'esercito italiano iniziò ad avvalersi dei cani nella Guerra di Libia del 1912. È noto che alcune razze, come i dobermann e i pastori tedeschi, vennero selezionate dagli scienziati di Berlino proprio con finalità belliche.

PERSINO I PICCIONI EBBERO UN RUOLO. Rin Tin Tin, il primo cane attore del cinema, non venne mai arruolato, ma scampò a un bombardamento che distrusse il suo canile, in Francia, e fu trovato da un soldato americano che decise di portarlo a casa, a Los Angeles. È invece meno conosciuto l'impiego nella Prima guerra mondiale di elefanti e cammelli. Persino i piccioni ebbero un loro ruolo cruciale nei due conflitti, impiegati come portaordini. Londra ricorda tutti gli animali soldato che hanno servito Sua Maestà con il monumento Animals in War Memorial di Hyde Park.

ORA SI UTILIZZANO DRONI E ROBOT. Oggi la crescente sensibilizzazione nei confronti dei diritti degli animali fa sì che sempre più spesso vengano utilizzati droni e robot, almeno nelle missioni più pericolose e potenzialmente suicide. Tuttavia sono ancora numerosi gli animali nelle file degli eserciti di tutto il mondo e ci si domanda se le condizioni di forte stress in cui sono costretti a operare non siano per loro letali, al pari di una mina esplosa accidentalmente o di un proiettile.

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