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8 Gennaio Gen 2018 1054 08 gennaio 2018

Sciopero della scuola, la mappa delle proteste

Migliaia di docenti sono scesi in piazza da Milano a Roma per protestare contro la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali.

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Ritorno in classe problematico dopo le vacanze natalizie per gli alunni delle elementari e delle scuole per l'infanzia. L'8 gennaio in tutta Italia scioperano i docenti per protesta contro quella che definiscono la «vergognosa» sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati magistrali. Tante le manifestazioni in programma: a Roma davanti al ministero dell'Istruzione; a Torino, Milano, Bologna, Palermo, Cagliari, Catanzaro e Bari, davanti agli uffici scolastici regionali. L'agitazione è stata proclamata dalle sigle sindacali Anief, Saese e Cub, con l'adesione dei Cobas.

FEDELI: «PRESTO CONVOCHEREMO LE PARTI». «Abbiamo chiesto all'Avvocatura dello Stato di darci le linee attuative della sentenza del Consiglio di Stato. Appena arriverà la risposta, convocheremo le parti e troveremo le soluzioni più idonee», è stata la prima risposta del governo all'agitazione per bocca della ministra dell'Istruzione Valeria Fedeli intervista da Sky Tg 24.

«ATTENDIAMO LE VALUTAZIONI DELL'AVVOCATURA DI STATO». «Il Miur si muove con grande equilibrio, con grande attenzione e con una scelta già fatta: continuità educativa in questo anno scolastico», ha detto ancora Fedeli, promettendo «soluzioni equilibrate» dopo la sentenza del Consiglio di Stato sui diplomati alle magistrali. «Rispetto le persone che oggi sono mobilitate», ha detto Fedeli a margine di un incontro all'Istituto Agrario Emilio Sereni di Roma «ma la scelta che il Miur ha fatto immediatamente dopo la sentenza del Consiglio di Stato è stata quella di chiedere all'Avvocatura generale dello Stato la corretta interpretazione e attuazione di quella sentenza, perché se sicuramente quella sentenza parla al futuro delle sentenze che riguardano i diplomati magistrali, bisogna saper distinguere le diverse tipologie pregresse in essere. Appena l'Avvocatura dello Stato ci risponderà convocheremo le parti e troveremo le soluzioni equilibrate per i diversi interessi in campo e per le diverse situazioni in essere».

Milano: in Lombardia oltre 2 mila docenti a rischio licenziamento

Nel capoluogo lombardo, come nel resto d’Italia, con oltre cinquecento insegnanti di scuola primaria e dell'infanzia hanno partecipato al sit-in davanti all'Ufficio Scolastico Regionale. Nel primo pomeriggio la manifestazione si è conclusa ma solo dopo l'incontro di una delegazione di docenti con i funzionari dell'Ufficio Regionale Scolastico di via Polesine. A loro, ha spiegato Fiorella Re di Anief, «abbiamo chiesto che l'ufficio, che è il più grosso in Italia, si faccia portavoce presso il Ministero chiedendo di sanare la situazione e abbiamo lasciato una bozza di un decreto legge che crediamo risolverebbe la situazione». Dato che i dirigenti, tra cui la direttrice Delia Campanelli, erano assenti, «ci hanno detto che riferiranno quanto noi abbiamo chiesto». Si è quindi sciolto il presidio degli insegnanti, ma «ci auguriamo che comunque gli scioperi continuino», ha concluso la rappresentante sindacale. Alle 14 una delegazione di docenti del Coordinamento dei lavoratori autorganizzati ha incontrato in Regione Lombardia l'assessore Valentina Aprea.

MOLTI RISCHIANO DI TORNARE SUPPLENTI. In Lombardia sono circa 2000 i docenti che, secondo la presidente lombarda del sindacato Anief Fiorella Regi, rischiano il «licenziamento di massa che potrebbe verificarsi dopo questa sentenza». «Visto che i docenti sono stati inseriti in Gae con riserva, è possibile che appena ci sarà la sentenza di merito questi vengano immediatamente licenziati. C'è chi ha fatto mutui e investimenti per il futuro e ora si trova con pugno di mosche in mano», ha concluso la presidente. È il caso, ad esempio, di Maria Alicandro, insegnante in una scuola primaria di Bollate entrata di ruolo con riserva lo scorso anno scolastico, dopo aver superato anche l'anno di prova: «Ora rischio di retrocedere dal mio ruolo e di essere reinserita in secondo fascia», ha raccontato, «In sostanza torno a fare la supplente con incarico annuale. Dopo aver fatto dodici anni di precariato torno al punto di inizio».

Torino: manifetazione anche di bidelli e segretari

Ripresa delle lezioni a singhiozzo nelle scuole materne e primarie torinesi per lo sciopero. Secondo i sindacati la sentenza del Consiglio di Stato a Torino e provincia metterebbe a rischio il futuro di circa 1.400 insegnanti assunti con il diploma magistrale. Le maestre manifestano dalle 9 con un sit-in davanti all'ufficio scolastico regionale. A Torino alcune scuole sono rimaste chiuse a causa della protesta, mentre molti dirigenti scolastici hanno ridotto gli orari in alcune classi e sospeso le lezioni in altre con grandi disagi per le famiglie. Impossibile, d'altra parte, prevedere la presenza dei docenti che non sono tenuti a comunicare in anticipo alle segreterie le proprie intenzioni. Allo sciopero ha aderito anche il personale Ata: bidelli e segretari considerano irrisorio l'aumento di stipendio che avranno nel 2018

HA SCIOPERATO UN DOCENTE SU DUE. Secondo i sindacati l'adesione all'agitazione è stata molto alta. Secondo i primi dati raccolti da Anief, Cub, Cobas e Saese una maestra su due ha scelto di scioperare e circa venti scuole elementari sono rimaste chiuse. Le insegnanti, alcune centinaia, hanno bloccato il traffico del centro dando vita ad un corteo che dalla sede dell'ufficio scolastico regionale di corso Vittorio Emanuele si sta muovendo verso la sede della Rai. È in corso un incontro con il direttore scolastico regionale.

Genova: 300 maestri e familiari degli alunni in corteo

Sono circa 300 tra maestri e familiari degli alunni i manifestanti che protestano contro la sentenza del Consiglio di Stato che toglie il titolo all'insegnamento per i diplomati alle scuole Magistrali prima del 2001-2002. Il corteo, aperto da alcuni bambini che tengono uno striscione con scritto 'non toccate le nostre maestre' raggiungerà il Provveditorato agli studi.

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